Ottime notizie sul fronte del mercato del lavoro italiano che ha fatto registrare un nuovo record storico: a novembre 2025 il tasso di disoccupazione è sceso al 5,7%, il livello più basso mai rilevato dall’inizio delle serie storiche. Lo hanno certificato i dati diffusi ieri dall’Istat che hanno quindi fotografato un quadro complessivamente positivo, pur in presenza di alcune dinamiche di rallentamento congiunturale.
Entrando nel dettaglio il numero degli occupati si è attestato a 24 milioni e 188mila unità, con una flessione mensile di 34mila unità (-0,1%) rispetto a ottobre. Un calo contenuto che, secondo gli analisti, va letto alla luce di un contesto macroeconomico ancora complesso e di una fase di assestamento dopo la forte crescita degli ultimi anni.
Su base annua, infatti, il saldo resta nettamente positivo: rispetto a novembre 2024, gli occupati aumentano di 179mila unità, confermando la tenuta strutturale del mercato del lavoro.
Accanto alla diminuzione della disoccupazione complessiva, è emerso un altro dato rilevante: la disoccupazione giovanile è scesa al 18,8%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente. Un segnale incoraggiante che ha indicato un miglioramento delle prospettive occupazionali per le nuove generazioni, sebbene il livello resti ancora elevato rispetto agli standard europei.
Sempre secondo l’Istituto di statistica la riduzione del numero delle persone in cerca di lavoro si accompagna a un aumento degli inattivi, un elemento che invita alla cautela nell’interpretazione dei dati e richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare le politiche attive e l’inclusione nel mercato del lavoro, soprattutto per donne e giovani.
“Grande traguardo”
Soddisfazione è stata espressa dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone che ha definito il risultato “un grande traguardo per il Paese” per poi parlare del fatto di come il tasso di disoccupazione italiano sia ora al di sotto della media dell’Unione europea e dell’area euro. Un risultato che, secondo il Ministro, riflette la solidità delle politiche adottate negli ultimi anni e il rafforzamento della fiducia delle imprese.
A commentare i dati è stato anche Paolo Capone, Segretario generale dell’Ugl, che ha parlato di “un quadro positivo per il mercato del lavoro italiano. A fronte di una lieve flessione mensile su base annua si registra un aumento degli occupati di 179mila unità, mentre il tasso di disoccupazione al 5,7% rappresenta il livello più basso dall’inizio delle serie storiche. Significativa anche la riduzione della disoccupazione giovanile al 18,8%”.
Secondo il leader sindacale i dati hanno confermato l’efficacia delle misure finora adottate dal Governo, ma rendono necessario proseguire con decisione sul rafforzamento delle politiche attive, della formazione e della riqualificazione professionale, favorendo il turnover generazionale e nuove forme di partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese.
Una lettura più prudente è arrivata dall’Ufficio studi di Confcommercio, che ha invitato a non sottovalutare la flessione mensile degli occupati: “Il calo è contenuto e non suscita particolari preoccupazioni. Nella media degli undici mesi del 2025 l’occupazione è cresciuta di oltre 200mila unità, portando l’incremento dal minimo del 2020 a quasi 1,8 milioni di persone”. Resta però una criticità strutturale: la scarsa partecipazione femminile, con un tasso di inattività ancora superiore al 42%, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni.
“Segnale positivo”
Sul piano politico il deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini ha parlato di “un segnale estremamente positivo” che ha confermato “la bontà delle scelte compiute dal Governo Meloni in materia di lavoro e sviluppo”. Sulla stessa linea la Senatrice Simona Petrucci, secondo cui il dato “smentisce narrazioni ideologiche del passato” e dimostra come incentivi alle imprese, sostegno agli investimenti e riduzione del carico fiscale sul lavoro stiano producendo effetti concreti.
Ottimismo anche da parte del Viceministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci che ha sottolineato come il calo della disoccupazione, unito alla riduzione dello spread, rafforzi la percezione di stabilità e solidità dell’economia italiana.
Piccole e medie imprese in sofferenza
Più critico il Presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo, secondo cui il dato occupazionale “non è da solo sufficiente a descrivere lo stato reale dell’economia. Le piccole e medie imprese continuano a soffrire una pressione fiscale superiore al 42% del Pil e un costo del lavoro strutturalmente elevato. Senza una riduzione stabile del cuneo contributivo, i segnali positivi rischiano di essere temporanei”. Sulla necessità di interventi strutturali insiste anche il Presidente nazionale della Fapi Gino Sciotto che ha richiamato l’urgenza di semplificare le procedure amministrative e ridurre il costo del lavoro per consolidare nel tempo la crescita dell’occupazione.



