La Repubblica Popolare Cinese ha duramente criticato le mosse degli Stati Uniti sul petrolio venezuelano, giudicandole una violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale del Venezuela. Lo ha affermato la Portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel commentare le dichiarazioni del Presidente americano Donald Trump secondo cui Caracas consegnerà tra 30 e 50 milioni di barili di greggio sanzionato agli Stati Uniti per la vendita sui mercati internazionali. Secondo la diplomatica cinese il Venezuela è uno “Stato sovrano con piena e permanente sovranità sulle sue risorse naturali e sulle sue attività economiche” e qualsiasi richiesta di controllo o gestione esterna delle risorse viola non solo il diritto internazionale, ma anche i diritti del popolo venezuelano.
La posizione di Pechino arriva in un contesto di forte tensione geopolitica tra Stati Uniti, Venezuela e altre grandi potenze: Trump ha infatti annunciato che le autorità ad interim di Caracas consegneranno a Washington milioni di barili di petrolio sanzionato, una decisione che secondo l’agenda ufficiale servirebbe a “beneficiare” sia gli americani sia i venezuelani.
Pressioni
Il governo americano ha anche intensificato le pressioni su Caracas affinché sospenda i legami economici e politici con Paesi come Cina, Russia, Iran e Cuba, ponendo queste richieste come condizione per l’accesso alle entrate derivanti dal petrolio. Secondo fonti statunitensi, si tratta di un tentativo di riorientare gli alleati strategici e diminuire l’influenza di competitori globali nell’area.



