La Corea del Nord ha inaugurato il nuovo anno con una nuova dimostrazione di forza: secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap, Pyongyang ha lanciato diversi missili balistici verso il Mar Orientale, noto anche come Mar del Giappone, nel primo test missilistico del 2026. I lanci sono stati rilevati dai sistemi di sorveglianza dell’esercito sudcoreano, che ha confermato l’attività senza fornire, per ora, dettagli su gittata, altitudine o tipologia dei vettori. L’episodio arriva in un momento diplomaticamente delicato: il presidente sudcoreano Lee Jae Myung è in procinto di partire per Pechino per un vertice con il presidente cinese Xi Jinping, un contesto che rende il gesto di Pyongyang ancora più carico di significato politico. Anche il Giappone ha confermato il rilevamento di un possibile missile balistico, caduto in un’area non specificata al largo della costa orientale. Il governo di Seul ha convocato una riunione d’emergenza sulla sicurezza, denunciando l’ennesima violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e invitando la Corea del Nord a cessare “atti provocatori” che aumentano la tensione nella penisola. Il ministro della Difesa giapponese ha definito i lanci una “minaccia diretta” alla stabilità regionale, mentre i media statali nordcoreani non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. L’ultimo test missilistico nordcoreano risaliva al 7 novembre, rendendo questo lancio il primo del nuovo anno e confermando la volontà del regime di mantenere alta la pressione militare e politica sui vicini. Gli analisti sottolineano che la tempistica non è casuale: Pyongyang tende a utilizzare i primi giorni dell’anno per ribadire la propria agenda strategica e testare la reattività delle potenze regionali. Con la penisola coreana già attraversata da tensioni crescenti, il nuovo test rischia di inaugurare un 2026 segnato da ulteriori provocazioni e da un clima diplomatico sempre più fragile.



