Una serie di cancellazioni e riprogrammazioni sta colpendo il traffico aereo nei Caraibi, mentre le principali compagnie statunitensi e regionali dichiarano di stare “monitorando attentamente” la situazione in Venezuela, dove gli scioperi e le tensioni interne hanno generato un clima di forte incertezza operativa. Le prime sospensioni sono scattate nelle prime ore di sabato, quando diversi vettori hanno interrotto i collegamenti da e per gli aeroporti dell’area, citando rischi per la sicurezza e difficoltà logistiche legate alla crisi in corso. Secondo quanto riportato dai media locali, le compagnie hanno reagito dopo l’annuncio di un “attacco su larga scala” in territorio venezuelano e l’intensificarsi delle proteste contro il governo. La situazione ha rapidamente coinvolto anche le rotte caraibiche, considerate particolarmente sensibili per la vicinanza geografica e per il ruolo strategico degli hub regionali. Le autorità aeroportuali hanno confermato ritardi, cancellazioni e un aumento delle richieste di assistenza da parte dei passeggeri rimasti bloccati. Le compagnie statunitensi hanno dichiarato di essere in costante contatto con le autorità federali e con gli organismi di controllo del traffico aereo, mentre i vettori caraibici valutano di ridurre ulteriormente le frequenze fino a quando non sarà chiaro l’impatto degli scioperi sulla sicurezza degli equipaggi e sulla stabilità delle operazioni. Alcune tratte verso il Venezuela risultano già sospese, mentre altre vengono operate con equipaggi ridotti o con scali alternativi. La crisi venezuelana, che negli ultimi mesi ha visto un crescendo di tensioni politiche e sociali, sta ora avendo ripercussioni dirette anche sul settore del trasporto aereo, tradizionalmente fragile nella regione.



