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Export in crescita e inflazione stabile: la doppia fotografia dell’Istat sull’economia

Dai mercati extra-Ue segnali positivi per le vendite italiane, mentre i prezzi al consumo di novembre restano fermi all’1,2%
domenica, 30 Novembre 2025
1 minuto di lettura

L’Istat con due comunicati ha in pratica fotografato l’andamento più recente dell’economia italiana, mettendo in relazione l’evoluzione del commercio estero extra-Ue a ottobre e la dinamica dei prezzi al consumo nel mese di novembre. I dati hanno mostrato una crescita delle esportazioni verso i Paesi non appartenenti all’Unione Europea e un quadro inflazionistico che resta sotto controllo, con segnali contrastanti tra i diversi comparti merceologici. Nel report dedicato al commercio con i mercati extra-Ue l’Istituto di Statistica ha rilevato per ottobre un aumento congiunturale dell’export pari allo 0,9%, accompagnato da un incremento tendenziale del 6,1% rispetto allo stesso mese del 2024. Le importazioni segnano invece una diminuzione del 5,1% sul mese e del 10,3% su base annua

L’istituto ha attribuito la spinta delle esportazioni soprattutto ai beni strumentali e ai beni di consumo non durevoli, che compensano la flessione dei beni intermedi e, soprattutto, degli energetici, ancora penalizzati da prezzi e volumi più bassi.

Mercati di sbocco

Tra i mercati di sbocco che contribuiscono alla crescita sono figurati Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera, mentre sono risultate deboli le vendite verso la Cina. Dall’altra parte, il calo delle importazioni ha riguardato in particolare il comparto energetico, in continuità con il progressivo ridimensionamento dei prezzi internazionali registrato negli ultimi mesi. Il saldo commerciale con i Paesi extra-UE, grazie al rafforzamento dell’export e alla contrazione delle importazioni, ha mantenuto un differenziale positivo che contribuisce a consolidare gli equilibri delle partite correnti.

Prezzi al consumo

Parallelamente ai dati sul commercio estero, l’Istat ha pubblicato il comunicato relativo all’andamento dei prezzi al consumo per il mese di novembre. L’inflazione è restata stabile all’1,2% su base annua, con una variazione mensile pari a –0,2%. L’Istituto ha segnalato un rallentamento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, degli alimentari freschi e dei servizi ricreativi, mentre ha accentuato la dinamica negativa la componente degli energetici regolamentati, che ha registrato un calo del 3,3% rispetto a un anno fa. In controtendenza, i prezzi degli alimentari lavorati hanno mostrato un lieve aumento.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto di energetici e alimentari freschi, è scesa all’1,8%, mentre l’indice armonizzato Ipca si è attestata all’1,1%. Il quadro mensile ha risentito anche della stagionalità: i servizi ricreativi hanno segnato un calo dell’1,7%, così come i servizi relativi ai trasporti, che sono scesi dell’1,4%. Sono restati invece in aumento gli alimentari non lavorati (+0,7%) e gli energetici non regolamentati (+0,6%). La dinamica del cosiddetto ‘carrello della spesa, che comprende alimentari e beni per la cura della casa e della persona, ha rallentato la crescita al +1,9% su base annua.

Nel complesso l’inflazione acquisita per il 2025 è risultata pari a +1,5% per l’indice generale e +1,9% per la componente di fondo. Sono dati, questi, che hanno confermato un quadro di stabilità dei prezzi, favorito dal raffreddamento del costo dell’energia e dall’assenza di pressioni significative sui beni industriali.

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