Da parte di alcuni Municipi e dal Campidoglio, non mancano le perplessità, le prese di distanza e anche contrarietà verso tale progetto sperimentale, specie con riguardo ad alcuni punti delicati a tutela delle donne e sulle modalità attuative.
Nel mese di giugno scorso, la Regione Lazio stipula con l’associazione Algaxia un Protocollo d’Intesa, biennale, per l’avvio del progetto sperimentale denominato “Bosco Rosso”.
Principali finalità del protocollo
“Per il corretto sviluppo di ‘Bosco Rosso’ saranno realizzati appositi spazi dove uomini e donne possano incontrarsi in sicurezza, promuovendo il rispetto reciproco e la parità di genere. In particolare, il ‘Bosco Rosso’ è un’iniziativa innovativa di riqualificazione urbana e ambientale, ideata come un parco rifugio e antiviolenza, che mira a fornire un ambiente protetto, con particolare attenzione alla sicurezza delle donne specie nei primi appuntamenti, o negli incontri finali, quando maggiore può essere la vulnerabilità”.
Il Progetto….”si basa sulla realizzazione di spazi aperti protetti, finalizzati alla prevenzione di violenze, abusi e molestie contro le donne, nonché alla promozione di una socialità fondata sul rispetto, l’equità e la sicurezza”.
“L’obiettivo del progetto è, in sintesi, quello di promuovere un ambiente urbano dove la sicurezza delle donne sia elemento prioritario. In questo senso, il fulcro del progetto è costituito dalla realizzazione di un sistema di videosorveglianza avanzato, conforme alla normativa europea, basato su algoritmi di intelligenza artificiale. Saranno inoltre attivati presidi mobili o fissi per accogliere le donne in difficoltà e promosse attività formative, culturali e laboratoriali volte alla prevenzione della violenza, della parità di genere e della convivenza civile.”
“L’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità e Algaxia si impegnano a collaborare e coinvolgere le istituzioni, le forze dell’ordine, i servizi sociali, i centri antiviolenza, le associazioni del terzo settore, le scuole e i soggetti privati interessati per la corretta riuscita del Progetto.”
Progetto replicabile in altre realtà
Sembra che il progetto abbia ambizioni di espansione a livello nazionale grazie a partner di una certa notorietà quali la Società italiana di medicina ambientale (Sima), l’Accademia italiana di Biofilia (AIB) e Vivieco, …”con l’obiettivo di trasformare tante aree verdi trascurate o degradate in risorse vitali per la prevenzione dei femminicidi e il rafforzamento del benessere collettivo.”
Il rapporto con il Comune di Roma tra politico-ideologico e di stretta legalità
Dal comune di Roma e da alcuni Municipi in particolare, si esprime il rammarico per una serie di incomprensioni che, inevitabilmente, assumono colorazioni politiche, benché le problematiche sulla sicurezza nei parchi siano evidenti, a discapito del loro godimento in tranquilla libertà.
Si afferma che le donne colpite da atti di violenza sono, comunque, gestite dai servizi antiviolenza esistenti sul territorio e che alla Regione Lazio se ne invoca il potenziamento, anche in termini di risorse.
Intanto la mozione per bloccare il progetto dei boschi rossi sembra sia una certezza come emerge dalla sensibilizzazione e dalla esplicita contrarietà da parte di alcuni Municipi, tra cui il IV, già direttamente coinvolto e che quanto prima, dal Campidoglio arriverà sul tavolo del Presidente della Regione Lazio.
