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I danneggiati devono ancora attendere

Manipolazione Euribor
venerdì, 29 Agosto 2025
3 minuti di lettura

Le Sezione Unite della Cassazione con ordinanza n.6943 del 15 marzo 2025 avevano sospeso la decisione della presunta manipolazione dei tassi Euribor in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia.

Ora che la Commissione Europea ha presentato lo scorso agosto alla Corte di giustizia le proprie osservazioni sulle questioni pregiudiziali, sottoposte dalla Corte d’Appello di Cagliari si dovrà chiarire se le clausole contenute nei contratti di finanziamento a tasso variabile legati all’indice “manipolato” debbano essere dichiarati automaticamente nulli anche dei giudici nazionali.

La Commissione ha sostenuto che la prova della manipolazione dell’Euribor costituisce “prova privilegiata” anche per i giudici nazionali solo con riguardo al mercato dei derivati sui tassi di interesse e che non c’è prova di manipolazione per i muti né sui contratti “a valle” conclusi tra soggetti estranei all’intesa manipolativa.

La nullità dei contratti diversi dai derivati si potrà ottenere applicando il diritto nazionale.

Ma cos’è l’Euribor?

L’Euribor è il tasso interbancario dell’area euro, che movimenta migliaia di miliardi. È il tasso al quale le banche si prestano i soldi l’una con l’altra a varie scadenze: uno, tre, sei, dodici mesi. Viene fissato ogni giorno facendo la media di 40 banche. Il tasso Euribor, così fissato, influenza la vita di tutti i giorni: perché determina le rate dei mutui e dei prestiti, ma anche l’andamento di derivati sui tassi.

L’Euribor è fissato dalle banche, organizzate nella Federazione bancaria europea (Ebf). Il tasso d’interesse è essenziale perché è utilizzato per fissare il prezzo di mutui, prestiti, derivati e decine di altri strumenti finanziari. Barclays ha manipolato il tasso d’interesse e quattro istituti avrebbero strettamente collaborato con la banca inglese: Deutsche Bank, Crédit Agricole, Société Générale e Hsbc.

La Commissione europea aprì una indagine contro tre banche internazionali – Crédit Agricole, Hsbc e JP Morgan – sospettate di avere partecipato alla manipolazione dell’Euribor. Alla fine del 2013, un gruppo di banche era stato già multato da Bruxelles per un totale di 1,7 miliardi di euro per manipolazione dell’Euribor: Barclays, Deutsche Bank, Rbs e Société Générale, Citigroup e RP Martin.

Eppure segnali di violazione di regole e di manipolazioni già c’erano stati anni prima, se si ricorda che non fu solo Tim Geithner a inviare, quando era alla guida della Federal Reserve di New York, nel giugno del 2008, una e-mail all’indirizzo di Threadneedle street, la banca centrale britannica, denunciando la sospetta truffa. A dare il via era stata la Banca dei regolamenti internazionali (BRI) con un report del marzo 2008 che esprimeva perplessità sulla validità del tasso interbancario.

Poi Scott Peng, capo dell’interest rates di Citi (Us) fece una ricerca intitolata «Is Libor broken?» che si concludeva con un «sì»: il Libor non è affidabile. Successivamente fu Tim Bond di Barclays Capital, esponente della banca più coinvolta nella truffa, a denunciare che «i numeri del Libor riportato dalle banche sono falsi». Infine, a giugno 2008, un sondaggio di Financial Markets Association svelò che l’82% dei banchieri intervistati riteneva il Libor un tasso non affidabile.

A Tim Geithner, uomo della Fed New York che scrisse alle autorità britanniche, non fu data alcuna risposta. Proprio per questo nel 2012 la Commissione Tesoro del Parlamento britannico, non solo criticò Barclays e le altre banche coinvolte nella manipolazione del tasso interbancario, ma lanciò strali anche contro la Banca d’Inghilterra, definita “ingenua”, e contro la Financial Service Authority (Fsa), che aveva fallito nel suo compito di vigilanza.

Quindi almeno a partire dal 2007, il tasso chiave per la definizione quotidiana dei contratti sui mercati finanziari – l’Euribor – è stato sistematicamente manipolato, e di ciò sarebbero stati a conoscenza, come è dimostrato, anche esponenti di vertice sia della Banca d’Inghilterra che della Fed statunitense.

Del resto già anni prima, così come già accaduto per le segnalazioni alle autorità di Londra, un documento pubblicato dall’americana Cftc (Commodity Futures Trading Commission) aveva raccontato che ad essere manipolato era anche, o soprattutto, il tasso Euribor, che è un mercato enorme perché interessa oltre a una montagna di mutui, oltre 200mila miliardi di derivati.

«Alcuni operatori orchestravano le strategie di varie banche, con l’obiettivo di influenzare il risultato finale dell’Euribor». Chi operava in derivati e aveva necessità a seconda dei giorni che l’Euribor fosse alto o basso, si coordinava con i colleghi di altre banche per fare in modo che i vari contributi inviati a Ebf e a Thomson Reuters fossero nella direzione desiderata.

La vicenda è l’ennesima dimostrazione di come istituti di credito e società finanziarie abbiano agito impunemente in tutti questi anni. Per questo nel 2012 il commissario alla giustizia Viviane Reding aveva definito i banchieri dei banksters, gioco di parola tra bankers e gangsters (Nota1).

Nota1: Queste ed altre notizie sulle truffe bancarie possono essere trovate nel mio libro: “Il Salvadanaio. Manuale di sopravvivenza economica” edito da Guida editori – 18 euro.
Riccardo Pedrizzi

Riccardo Pedrizzi

Presidente Nazionale del CTS dell'UCID

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