Mentre la guerra continua a segnare il destino dell’Europa, la diplomazia e le pressioni economiche si intrecciano in un complicato gioco di equilibri e le relazioni tra Stati Uniti e Russia si inaspriscono ulteriormente. Una proposta bipartisan presentata al Congresso americano punta a imporre dazi del 500% sui beni importati dai paesi che continuano a fare affari con Mosca, mentre nuove sanzioni colpiscono persone ed entità coinvolte nel commercio di grano ucraino sottratto illegalmente. Presentato dai senatori Lindsey Graham (repubblicano) e Richard Blumenthal (democratico), il provvedimento propone tariffe del 500% su prodotti importati da paesi che acquistano petrolio, gas, uranio e altre risorse russe. L’obiettivo dichiarato è chiaro: esercitare una pressione economica schiacciante su Mosca, spingendola a negoziare una soluzione politica per la guerra in Ucraina. La misura, se approvata, rischia di avere ripercussioni significative sugli equilibri economici globali.
Inoltre, mercoledì, il Dipartimento del Tesoro americano ha annunciato nuove restrizioni nei confronti di cinque individui e quattro entità, accusati di aver facilitato il commercio di armi e beni di prima necessità per gli Houthi yemeniti, sfruttando grano sottratto all’Ucraina. Tra i nomi sanzionati figurano gli uomini d’affari afghani Hushang e Sohrab Ghairat, ritenuti responsabili di aver orchestrato transazioni milionarie per il leader degli Houthi, Sa’id al-Jamal. “Gli Houthi dipendono ancora da al-Jamal e dalla sua rete per il rifornimento di materiali essenziali alla loro macchina da guerra terroristica”, ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent, sottolineando l’impegno di Washington nel contrastare queste attività destabilizzanti.
Mosca: il dialogo continua
Nonostante le crescenti tensioni, il Cremlino assicura che i contatti con Washington proseguono “a vari livelli”. Dmitry Peskov, portavoce del governo russo, ha lasciato aperta la possibilità di una visita a Washington di Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione economica internazionale. Nel frattempo, la Russia non arretra dalle sue posizioni su Kiev.
Attacchi a infrastrutture, denunce reciproche
L’esercito russo ha intensificato gli attacchi con droni e bombe guidate sull’Ucraina, colpendo infrastrutture energetiche e lasciando migliaia di persone senza elettricità. Zelensky accusa Mosca di ignorare la diplomazia e chiede una maggiore pressione internazionale per fermare la guerra. La Russia, invece, accusa Kiev di attaccare le proprie infrastrutture e di manipolare l’opinione pubblica occidentale. Secondo la portavoce Zakharova, Zelensky starebbe cercando di ingannare gli Stati Uniti, sottovalutando la situazione.
Bruxelles rafforza la difesa europea
In un contesto di crescente instabilità, il Parlamento europeo ha approvato, seppur con una maggioranza risicata (303 voti favorevoli, 289 contrari e 62 astenuti), un emendamento che invita la Commissione ad aumentare il debito comune per rafforzare la sicurezza e la difesa dell’UE. Il testo prevede la possibilità per l’Unione di contrarre prestiti in situazioni di crisi, prendendo spunto dall’esperienza del programma NextGenerationEU. Il provvedimento ha visto il sostegno compatto dei socialisti e dei verdi, con qualche eccezione tra gli eurodeputati italiani. Tra i favorevoli, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito Democratico; contrari, invece, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e la Lega.
Zelensky: venerdi incontro coi volenterosi
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che il 4 aprile si terrà il primo incontro ufficiale tra i team militari di alcuni paesi intenzionati a inviare un contingente in Ucraina dopo la fine della guerra. “Ci saranno rappresentanti di una ristretta cerchia di nazioni, pronte a discutere concretamente le modalità di un eventuale dispiegamento di forze”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando che il meeting sarà basato su proposte avanzate direttamente da Kiev.