Un collegio di giudici della Corte Suprema del Brasile ha deciso all’unanimità di avviare un processo contro l’ex presidente Jair Bolsonaro e sette suoi collaboratori per cinque accuse gravi, tra cui il tentativo di organizzare un colpo di stato dopo la sconfitta elettorale del 2022. Il panel esaminerà le prove già raccolte, potrà acquisirne di nuove e ascolterà le testimonianze. Secondo esperti legali, Bolsonaro rischia una condanna fino a 40 anni di carcere, anche se la pena potrebbe essere ridotta in base a valutazioni procedurali. Le accuse includono tentato colpo di stato, appartenenza a un’organizzazione criminale armata, tentativo di abolire con la violenza lo stato di diritto democratico, danneggiamento con uso di violenza e minacce ai beni dello Stato, e deterioramento del patrimonio pubblico protetto. La decisione del collegio, composto da cinque giudici, si basa sull’atto di accusa presentato dal Procuratore Generale Paulo Gonet, sviluppato su un’indagine della polizia federale che colloca Bolsonaro al vertice di un’organizzazione criminale attiva almeno dal 2021. Tra le accuse più gravi spicca il presunto sostegno di Bolsonaro a un piano che prevedeva l’avvelenamento del suo successore, l’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva, e l’omicidio del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes. La data del processo non è ancora stata fissata, ma si prevede che il presidente del collegio della Corte Suprema stabilirà a breve il calendario procedurale. Eloísa Machado, docente di diritto presso l’Università Fundação Getulio Vargas di San Paolo, ha spiegato che ora si apre la fase probatoria del procedimento penale. Questa fase comprenderà gli interrogatori degli imputati, le testimonianze dei testimoni e ulteriori perizie tecniche, molte delle quali saranno condotte da giudici ausiliari.