Gli animali non sono solo preziosi alleati dell’agricoltura, ma veri e propri promotori di benessere e inclusione sociale. Lo conferma l’analisi di Coldiretti su dati Censis, presentata in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali. Un evento che ha visto sfilare, sotto la tradizionale benedizione in piazza San Pietro, asini, cavalli, mucche, pecore e conigli portati dall’Aia, l’Associazione Italiana Allevatori. Questi animali, oltre al loro ruolo tradizionale in ambito agricolo, sono al centro di un approccio innovativo che unisce agricoltura e pratiche sociali: il welfare rurale. Tra le pratiche più apprezzate spiccano le terapie assistite con animali, come l’ippoterapia e l’onoterapia, che sfruttano l’interazione con cavalli e asini per promuovere benefici fisici e psicologici. L’ippoterapia, ad esempio, è particolarmente indicata per migliorare equilibrio, coordinazione e forza muscolare, ma anche per favorire autostima e capacità relazionali attraverso il legame emotivo con il cavallo. Queste attività vanno dalla semplice cura dell’animale fino a passeggiate e corsi di equitazione.
L’onoterapia, invece, utilizza l’asino come “terapeuta”. Questi animali, noti per il loro temperamento calmo e paziente, aiutano a stimolare la comunicazione e il movimento, rivelandosi fondamentali per le persone con disabilità, anziani o bambini con bisogni speciali. Non sorprende che negli ultimi anni il numero di asini in Italia sia triplicato, passando da 27mila a 85mila esemplari. Anche gli alpaca trovano spazio in questo scenario, con diverse aziende che li impiegano per attività terapeutiche e laboratori esperienziali. Questi animali, dal carattere mansueto e dall’aspetto affascinante, sono ideali per coinvolgere persone di ogni età, promuovendo empatia e benessere.
La fattoria didattica
Accanto alle terapie, un ruolo fondamentale è giocato dalle fattorie didattiche, che offrono ai bambini l’opportunità di entrare in contatto con diversi animali, imparando a rispettarli e a prendersene cura. Queste esperienze non solo avvicinano i più giovani al mondo rurale, ma favoriscono lo sviluppo di competenze sociali, cognitive ed emotive. Accarezzare un coniglio, dare da mangiare a una capretta o mungere una mucca diventano momenti di apprendimento e divertimento che lasciano un segno profondo. Il successo di queste iniziative non è casuale. Quasi 8 italiani su 10 (77%) vedono nelle campagne un’opportunità per favorire l’inclusione di persone in condizioni di svantaggio sociale o sanitario. Le aziende agricole che adottano questo modello non solo promuovono il benessere, ma contribuiscono anche alla sostenibilità e allo sviluppo delle comunità locali, coniugando tradizione e innovazione.
La Fattoria Italia, come la definisce Coldiretti, rappresenta una nuova frontiera dell’agricoltura sociale, dove il contatto con la natura e gli animali diventa un potente strumento per abbattere le barriere sociali e costruire un futuro più inclusivo. Dalla terapia con asini, cavalli e alpaca ai progetti educativi e lavorativi, il welfare rurale dimostra come il mondo agricolo possa offrire soluzioni concrete per rispondere ai bisogni di chi è più fragile, con un impatto positivo su tutta la società.