Nel corso dell’Angelus domenicale, il Papa si è appellato al buonsenso della Federazione russa affinché si possa ristabilire quanto prima l’accordo sul grano che sta penalizzando soprattutto i Paesi più poveri, soprattutto quelli africani: “Chiedo che sia ripristinata l’iniziativa del Mar Nero e che il grano possa essere trasportato in sicurezza”, le sue parole. Francesco ha poi chiesto ai presenti in piazza San Pietro di pregare per la martoriata Ucraina “dove la guerra distrugge tutto, anche il grano, e questo è una grave offesa a Dio, perchè il grano è un suo dono per sfamare l’umanità, e il grido di milioni di fratelli e sorelle che soffrono la fame sale fino al cielo”.
Basta perdere tempo prezioso
In questa domenica di fine luglio, il Pontefice si è poi appellato al buonsenso delle persone affinché non si perdi tempo con passatempi vuoti che tolgono appunto tempo prezioso da dedicare a Dio e agli altri: “È importante saper trovare ciò che conta: allenarci a riconoscere le gemme preziose della vita e a distinguerle dalle cianfrusaglie”. Un invito insomma a non chiudersi nell’abitudinarietà, nella mediocrità di chi si accontenta, ma a ravvivare il desiderio, perché non si spenga: a coltivare sogni di bene, a cercare la novità del Signore, “perché il Signore non è ripetitivo, sempre porta novità, la novità dello Spirito, sempre fa nuove le realtà della vita. Noi dobbiamo avere questo atteggiamento: cercare”.
Basta alla tratta degli esseri umani
In occasione della Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani, il Santo Padre ha poi affermato che questa piaga “è un crimine che fa delle persone una merce”. La tratta per il Vescovo di Roma è una realtà terribile che riguarda troppe persone: bambini, donne, nipoti, lavoratori. “Tante persone sfruttate. Tutti vivono in condizioni disumane e soffrono l’indifferenza e lo scarto da parte della società. C’è tanta tratta nel mondo oggi. Dio benedica quanti si impegnano per lottare contro la tratta”.
Soluzione per il Libano
Infine, il Papà ha ricordato che Il prossimo 4 agosto si conteranno tre anni dall’esplosione nel porto di Beirut: “Rinnovo la mia preghiera per le vittime e per le loro famiglie che sono alla ricerca di verità’ e giustizia. E auspico che la complessa crisi del Libano possa trovare una soluzione degna della storia e dei valori di quel popolo”.