Un esperimento condotto nel Regno Unito, al quale hanno partecipato 61 aziende, in cui i dipendenti hanno lavorato per sei mesi 4 giorni su 7, anziché 5, ha dimostrato interessanti risultati sia per i dipendenti che per le aziende rilevando un sensibile miglioramento del benessere dei lavoratori senza alcun danno per i profitti.
Roberto Benaglia, Segretario generale dei metalmeccanici della Fim Cisl, commentando la positiva sperimentazione della settimana lavorativa da 4 giorni in Gran Bretagna, precisa: “È possibile ripensare gli orari aziendali e ridurli non contro la competitività aziendale, ma ricercando nuovi equilibri e migliori risultati”, e aggiunge, ‘’la positiva sperimentazione della settimana corta nel Regno Unito in 61 aziende, con interessanti risultati sia per le aziende che per i lavoratori, deve far aprire anche in Italia un confronto» .
L’idea di Fim Cisl, è quella di trattare a livello aziendale una forma di lavoro fatta di quattro parti di attività piena e 1/5 di riduzione d’orario che possa essere dedicata anche alla formazione, cosa che già avviene in altri Paesi; infatti Benaglia sottolinea: “Non si tratta di ridurre gli orari in modo generico come nel secolo scorso, ma di rendere il lavoro maggiormente sostenibile e flessibile verso i bisogni delle persone, significa rendere i posti di lavoro più attrattivi, in una epoca dove tanti lavoratori, soprattutto giovani di talento, stanno cambiando posto di lavoro e le competenze si muovono nel mercato del lavoro”.
Le affermazioni di Roberto Benaglia trovano conferma nella nuova proposta di Intesa Sanpaolo che ha offerto ai propri dipendenti di scegliere (su base volontaria e a parità di retribuzione), se lavorare cinque giorni a settimana oppure quattro giorni da nove ore lavorative.