Per il perseguimento degli obiettivi istituzionali, Simest ha mobilitato e gestito nel complesso 4.337 milioni nel 2020, a valere su risorse proprie e su quelle dei fondi agevolati. Particolare importanza ha assunto la gestione del Fondo 394/81, più volte rifinanziato per il contrasto alla crisi economica innestata dalla pandemia, nell’ambito delle risorse assegnate allo scopo dal Pnrr. È quanto emerge dalla relazione approvata della Sezione controllo enti della Corte dei conti sulla gestione 2020 della Simest, nella quale i giudici contabili rilevano che, malgrado gli effetti economici globali dovuti alla crisi pandemica, la società ha proseguito – in linea con il Piano Industriale 2019-2021 di Cassa Depositi e Prestiti – nella sua mission istituzionale di assistenza alle imprese determinate ad accrescere la presenza sui mercati internazionali, con ciò favorendo il sostegno all’export. La gestione economica – pur condizionata, osserva la Corte, dagli eventi pandemici – evidenzia un utile 2020 di 4,61 milioni, in netto miglioramento rispetto al risultato negativo del 2019.
Esito da imputarsi al risultato di gestione (che passa da -21,68 a 11,32 milioni) e, soprattutto, al “risultato netto dell’attività obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico”, aumentato di 17,37 milioni rispetto al 2019, in cui era negativo per 27,13 milioni. Il “margine di intermediazione”, risultato dell’attività principale dell’Ente, è aumentato da 16,35 a 30,67 milioni; il risultato di gestione, cresciuto di 33 milioni, ammonta a 11,32 milioni. Dall’esame condotto dalla Corte sul rendiconto finanziario, emerge che le tre aree di attività (operativa, di investimento e di finanziamento) mostrano un miglioramento 2020 nei saldi, nello specifico, di 51,2 milioni per l’attività operativa e di 7,09 per quella di investimento.
Migliorato di 37,09 milioni, anche il risultato finale di tesoreria rispetto al 2019. Il patrimonio netto della Simest al 31 dicembre 2020 consiste in 305,13 milioni; le “attività finanziarie”, che ammontano a 532,36 milioni, si confermano voce principale dell’attivo e costituiscono il 96,44% dell’intero ammontare. Le partecipazioni al 31 dicembre 2020, iscritte al costo storico, raggiungono un valore complessivo di 660,30 milioni, in aumento del 22,3% sulla stessa data dell’anno precedente.