L’economista e diplomatica costaricana Rebeca Grynspan, considerata tra le favorite nella corsa alla successione di António Guterres alla guida delle Nazioni Unite, ha lanciato un appello per riformare profondamente l’organizzazione, sostenendo che negli ultimi anni l’ONU sia diventata eccessivamente prudente e riluttante ad assumersi rischi diplomatici.
Alla vigilia di un nuovo voto informale del Consiglio di Sicurezza per valutare il sostegno ai candidati alla carica di segretario generale, Grynspan ha affermato che il futuro leader dell’organizzazione dovrà essere disposto ad accettare il fallimento come parte integrante del lavoro diplomatico. Secondo la candidata, l’ONU dovrebbe tornare a svolgere un ruolo più attivo nella prevenzione dei conflitti e nella mediazione internazionale, anche quando le possibilità di successo appaiono limitate.
L’ex vicepresidente del Costa Rica ritiene che l’organizzazione abbia bisogno di un cambiamento non soltanto politico ma anche amministrativo. A suo giudizio, la riduzione dei costi da sola non sarebbe sufficiente a rilanciare un’istituzione che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con risorse più limitate e con una diminuzione della propria influenza nelle crisi internazionali. Per questo propone un processo di riforma che comprenda una revisione delle strutture esistenti, la riduzione delle sovrapposizioni tra agenzie e una maggiore concentrazione sulle attività considerate essenziali.
Grynspan ha ricordato la propria esperienza alla guida della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo, dove ha supervisionato una riduzione significativa del personale accompagnata da un riassetto delle priorità operative. L’obiettivo, spiega, non sarebbe quello di tagliare indiscriminatamente, ma di rendere l’organizzazione più efficiente e capace di rispondere alle sfide globali.
Se venisse eletta, Grynspan diventerebbe la prima donna a ricoprire la carica di segretario generale nella storia delle Nazioni Unite. Pur risultando tra i candidati più sostenuti nelle consultazioni informali svolte finora, la diplomatica invita alla prudenza, sottolineando che la corsa resta aperta e che nuovi candidati potrebbero ancora entrare in gioco nelle prossime settimane.





