La corsa presidenziale brasiliana entra nella fase decisiva con un sostegno che potrebbe avere un peso tutt’altro che simbolico. Augusto Cury, celebre psichiatra e scrittore che si è classificato terzo al primo turno delle elezioni, ha annunciato il proprio appoggio al candidato conservatore Flavio Bolsonaro in vista del ballottaggio del 25 ottobre contro il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva.
L’endorsement è stato reso pubblico attraverso un video diffuso sui social dallo stesso Bolsonaro. Cury, candidato del partito Avante, ha ottenuto il 2,89% dei voti validi al primo turno. Una percentuale relativamente contenuta ma potenzialmente importante in una sfida che si preannuncia molto equilibrata.
Il sostegno assume particolare rilievo perché durante la campagna elettorale Cury aveva evitato di collocarsi apertamente né a destra né a sinistra, presentandosi invece come una figura moderata e indipendente con lo slogan “Centrati su ciò che conta”. La sua decisione di schierarsi ora con Bolsonaro potrebbe dunque influenzare parte dell’elettorato che aveva scelto una proposta alternativa alla tradizionale polarizzazione politica brasiliana.
L’appoggio di Cury si aggiunge a quello già espresso nei giorni scorsi da Ronaldo Caiado, altro esponente conservatore arrivato tra i primi cinque candidati. Diversa invece la scelta di Renan Santos, che ha annunciato di non sostenere nessuno dei due contendenti rimasti in gara.
Domenica scorsa Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha sorpreso molti osservatori ottenendo un risultato superiore alle attese. Al termine dello scrutinio del primo turno ha chiuso in leggero vantaggio su Lula, raccogliendo il 47,03% dei voti contro il 45,16% del presidente in carica. Il margine ristretto tra i due candidati rende particolarmente preziosi gli elettori dei candidati esclusi. Nelle prossime settimane sia Bolsonaro sia Lula cercheranno quindi di conquistare il sostegno degli indecisi e degli elettori moderati, consapevoli che pochi punti percentuali potrebbero determinare l’esito finale. Il ballottaggio del 25 ottobre si annuncia così come uno dei più combattuti degli ultimi anni, in un Brasile ancora profondamente diviso tra due visioni opposte del futuro politico ed economico del Paese.





