Negli Stati Uniti torna al centro del dibattito la pena di morte, dopo la fallita esecuzione di Christa Pike, sopravvissuta a due iniezioni letali, e la decisione dell’amministrazione Trump di trasmettere in diretta streaming la fucilazione di Nidal Malik Hasan, prevista per il 3 dicembre a Fort Hood.
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato: «Faremo in modo che le persone siano in grado di guardarla».
Hasan, ex maggiore e psichiatra dell’esercito americano, è stato condannato per l’attacco compiuto nel 2009 nella base militare di Fort Hood, dove uccise 13 persone e ne ferì 32. Secondo esperti di diritto militare, un eventuale ricorso potrebbe rinviare significativamente l’esecuzione. Eugene R. Fidell, docente della Yale Law School, ha osservato che il contenzioso potrebbe protrarsi oltre l’attuale amministrazione Trump.
Il dibattito sulla diretta streaming
La trasmissione televisiva della fucilazione divide gli esperti. Deborah Denno, docente alla Fordham University, ritiene che la diretta potrebbe garantire maggiore trasparenza sulle modalità di applicazione della pena capitale. L’esercito americano non esegue fucilazioni dalla Seconda guerra mondiale, mentre l’ultima esecuzione militare risale al 1961.
Intanto Christa Pike, 50 anni, è in progressivo miglioramento in un ospedale di Nashville dopo un trattamento per neutralizzare gli effetti del pentobarbital. La donna ha ripreso a parlare e a camminare, ma potrebbe essere nuovamente sottoposta alla pena capitale. Il Tennessee ha sospeso le esecuzioni programmate senza assumere impegni definitivi per il futuro. Dall’inizio dell’anno, secondo i dati riportati, negli Stati Uniti sono state eseguite 30 condanne a morte.





