Il bilancio delle vittime a Pryluky, nel nord dell’Ucraina, è salito a 13 dopo che un missile russo ha colpito un edificio residenziale di cinque piani. Lo ha riferito il governatore regionale Vyacheslav Chaus alla televisione nazionale. Tra i morti ci sono quattro bambini. Altre 50 persone sono rimaste ferite.
L’allerta dell’Ue
I governi dell’Unione europea stanno preparando in modo sempre più concreto la risposta a un eventuale grande attacco ibrido capace di provocare numerose vittime, mentre cresce la preoccupazione per una serie di episodi attribuiti alla Russia. Lo scrive Politico, secondo cui nelle ultime settimane si sono intensificati i colloqui tra gli ambasciatori dei 27, facendo emergere anche divisioni sul ruolo dell’Ue in materia di sicurezza e sul rischio di sovrapposizioni con la Nato. Secondo Politico, alcune discussioni si sono svolte in formato ristretto, senza telefoni né assistenti, e hanno acquisito maggiore urgenza dopo il ritrovamento, ad agosto, di un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia. Un incontro tra ambasciatori della scorsa settimana si sarebbe concentrato sullo scenario di un attacco con molte vittime.
«Ci dobbiamo preparare a qualcosa di serio», ha affermato un alto diplomatico europeo. «Purtroppo Lipsia ci ha mostrato che un incidente molto grave, qualcosa che provochi più vittime, non è fuori discussione». Un altro funzionario Ue ha osservato che, considerata la portata delle operazioni russe, «prima o poi ci saranno vittime» e che finora è stata «pura fortuna» evitarle. Tra le ipotesi allo studio figurano il dispiegamento di squadre di risposta alle emergenze, l’utilizzo rapido di fondi europei a sostegno dello Stato colpito e un coordinamento della comunicazione tra i vertici delle istituzioni Ue.
Le divisioni con la Nato
Il confronto è accompagnato dalle riserve di alcune capitali, preoccupate per una possibile duplicazione delle funzioni della Nato. «Se c’è confusione o sovrapposizione, si rischia di rallentare il processo decisionale, e questo ha conseguenze perché il tempo è sempre essenziale», ha avvertito Oana Lungescu, ex portavoce della Nato e oggi ricercatrice al Rusi.
Un altro nodo riguarda la condivisione di informazioni sensibili. Diversi diplomatici hanno espresso dubbi sulla sicurezza delle comunicazioni all’interno dell’Ue e sul rischio di fughe di notizie. «Il mio governo è molto diffidente nel condividere intelligence sensibile nel Coreper o persino nella sala dei leader», ha affermato un diplomatico di un Paese del fianco orientale.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha proposto un «protocollo di sicurezza d’emergenza» e la creazione di un «Consiglio europeo di sicurezza», iniziative che dovrebbero confluire nella nuova Strategia europea di sicurezza attesa per l’inizio di novembre.
Alcuni governi ritengono però che l’Ue disponga già di strumenti adeguati, come il meccanismo Ipcr di risposta politica integrata alle crisi. Secondo Lungescu, in caso di un attacco con molte vittime la Nato dovrebbe concentrarsi sulla condivisione di intelligence e sulla deterrenza militare, mentre l’Ue potrebbe occuparsi della risposta civile. «Francamente, Putin non si preoccupa se le decisioni vengono prese dal Coreper 2 o dal Consiglio Nord Atlantico», ha osservato. «Non è così che ragiona Mosca».
Bruxelles: “Massimizzare la pressione sulla Russia”
«Restiamo risoluti nel massimizzare la pressione sulla Russia attraverso ciascuno dei nostri pacchetti di sanzioni». Lo ha detto la portavoce della Commissione, Siobhan McGarry, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vendita di tonnellate di carburante alla Russia da parte della Corea attraverso navi sanzionate.
«Non commentiamo i casi di possibile elusione», ha aggiunto. «Gli Stati membri sono sempre responsabili dell’applicazione delle sanzioni. Ci coordiniamo con i nostri partner attraverso forum come il G7, ed è lì che discutiamo e coordiniamo il più possibile qualsiasi sanzione».
L’Unione europea ha inoltre deciso nuove sanzioni che colpiscono circa 1.600 entità e individui legati alla guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina, secondo quanto riferito mercoledì da fonti diplomatiche.
Il pacchetto prevede il congelamento dei beni nell’Ue e il divieto di ingresso nel territorio dell’Unione. È stato approvato dai rappresentanti dei 27 Stati membri a Bruxelles, in vista dell’adozione formale da parte dei ministri degli Esteri lunedì a Lussemburgo.
La risposta di Kiev
«Le giuste risposte dell’Ucraina a tutti gli attacchi russi contro il nostro popolo». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social media, riferendo che nell’ultimo giorno le forze ucraine hanno colpito quattro obiettivi che, secondo Kiev, contribuiscono a finanziare e condurre la guerra russa. Si tratta di due impianti petroliferi e di un campo di addestramento nelle regioni di Perm, Samara e Astrakhan. «C’è stata anche una risposta nel Mar Nero», ha aggiunto Zelensky.
Nave colpita da un drone, sospese le ricerche
La Bulgaria ha sospeso le ricerche dell’equipaggio disperso di una nave affondata martedì dopo essere stata colpita da un drone a circa 70 miglia nautiche, 130 chilometri, dalle coste bulgare. Lo ha dichiarato all’emittente Nova TV il viceammiraglio Rumen Nikolov, dell’Agenzia esecutiva per l’amministrazione marittima. «Non ci sono tracce dei marinai della prima nave, e non ce ne saranno. Non ci sono neppure informazioni sui resti dei droni». Sono stati recuperati un gommone, tre zattere di salvataggio e parti dell’equipaggiamento della nave. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha dichiarato che non è chiaro se i droni provenissero dalla Russia o dall’Ucraina, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa BTA.





