La Cina guadagna terreno nei progetti degli adolescenti italiani. Il 45% mostra interesse per un periodo di studio nel Paese asiatico, contro il 29% registrato nel 2017. Gli Stati Uniti restano una destinazione di riferimento, ma la quota è scesa dal precedente 84% al 72%. I dati emergono dalla ricerca commissionata da Fondazione Intercultura a Ipsos-Doxa, che ha coinvolto un campione rappresentativo di 500 studenti italiani tra i 14 e i 19 anni e 114 ex partecipanti ai programmi annuali di mobilità in Cina.
I fattori del successo
A spingere l’interesse sono soprattutto l’innovazione tecnologica, indicata dal 45% degli intervistati, e lo stile di vita, al 41%. Il 44% riconosce inoltre alla Cina il vantaggio di offrire accesso a mercati e tecnologie emergenti. Cresce anche la voglia di imparare il cinese, scelto dal 37% e diventato la seconda lingua non occidentale più desiderata dopo il giapponese. Tra i ragazzi molto interessati al Paese la percentuale raggiunge il 63%. Migliora anche l’opinione complessiva sulla Cina: i giudizi positivi sono passati dal 54% del 2017 all’88% di oggi.





