Oltre 1700 fermati. Il 90% minorenni. Troppi, forse tutti immigrati e figli di immigrati, insorti al richiamo divisivo e violento di France Insoumise. Che pensiero e che paura questa sera a pensare ai nostri cugini d’oltralpe che stanno chiusi in casa perché le strade sono piene di insorti, le scuole incendiate, i ragazzi padroni della città da umiliare e incendiare. Finanche presidi e insegnanti cosparsi di sangue. È la rivoluzione. Visionario momento di rigenerazione sociale o punto di non ritorno di una democrazia che rischia la perdita della bussola?
È inutile dire che sono preoccupato e infastidito. Ancor più stasera che sono fisicamente vicinissimo ai cugini francesi divisi da una sottile striscia di montagne, trovandomi nella bellissima Valle d’Aosta. E sono ancora più indignato e preoccupato perché son qui per partecipare ai lavori della Festa de La Discussione, quotidiano fondato da Alcide De Gasperi, che come i padri costituenti del nostro Paese e dell’Europa si stanno girando nelle tombe alla vista di certe immagini. Povera Francia, povera Europa e poveri noi.
L’edilizia sociale di Fanfani era cosa ben più seria dell’edilizia popolare socialista degli anni 70/80 che ha ghettizzato in Francia onde di migranti al grido della cittadinanza facile. Da noi era edilizia residenziale di qualità legata alla piazza, al campanile, al territorio. Era primamente identitaria. Era madre. Da loro matrigna e adesso si pagano i conti…
Noi, dalle nostre parti, siamo in zona Cesarini per vincere o per perdere la battaglia. Si chiama integrazione e dignità ma si vede nel rispetto della Vita e nella Sicurezza. Di tutti. E di ciascuno. Come stiamo facendo con gli amici Catone e Rotondi domani nel confronto promosso dal giornale, sono convinto che tra i tanti temi legati allo sviluppo economico, ci saranno anche questi spiccioli di cronaca. Che fanno paura. Ma che noi abbiamo il coraggio di affrontare. Perché abbiamo la cultura di Governo e una visione di Futuro.





