Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al-Saud. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi, spiegando che la premier ha innanzitutto voluto esprimere “la solidarietà italiana all’Arabia Saudita”.
I due leader hanno discusso della situazione nella regione, delle possibilità di ridurre le tensioni e della necessità di perseguire soluzioni diplomatiche, ribadendo “la centralità della libertà di navigazione attraverso Hormuz e Bab-el Mandeb”.
Nel corso del colloquio è stato affrontato anche il tema dei rapporti bilaterali. Meloni e bin Salman hanno confermato la volontà di tenere la prima riunione del Consiglio di Partenariato Strategico, in linea con le intese raggiunte durante la visita della premier italiana ad AlUla lo scorso anno.
Cisgiordania, violenze contro i palestinesi
La violenza dei coloni in Cisgiordania ha preso di mira la scorsa notte una famiglia palestinese. La loro abitazione è stata incendiata per impedire il rientro dei residenti, che erano stati sfrattati alla fine di luglio da un gruppo di ebrei anarchici, dopo un assedio durato diverse settimane.
Le violenze sono state condannate sia dal presidente israeliano Isaac Herzog sia dal primo ministro Benjamin Netanyahu. “È un atto estremamente serio che deve essere affrontato con tutto il rigore della legge”, ha dichiarato Herzog.
Netanyahu ha invece sottolineato che “un piccolo gruppo di facinorosi non rappresenta i coloni in Cisgiordania che rispettano la legge”.
Rubio: Iran verso il caos e la bancarotta
Sul fronte iraniano, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha descritto un Paese in profondo stallo e vicino al dissesto economico. In un’intervista a Fox News, Rubio ha affermato che Teheran è “nel caos e si avvia rapidamente verso la bancarotta”.
Secondo il capo della diplomazia statunitense, l’Iran, nonostante il suo “grande potenziale”, sarebbe oggi “esausto” a causa della pressione internazionale e delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti.
Rubio ha inoltre definito “apocalittica” la leadership clericale iraniana, sostenendo che la sua politica starebbe spingendo il Paese verso un “cataclisma”. “Persone del genere non potranno mai possedere un’arma nucleare, perché la useranno per ricattare il mondo e per uccidere persone. È un rischio inaccettabile”, ha dichiarato.
Teheran: nessun cambiamento sul nucleare
Da parte iraniana, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha respinto le notizie secondo cui Teheran avrebbe mostrato maggiore flessibilità sul proprio programma nucleare.
Parlando ai giornalisti prima di lasciare New York, Araghchi ha dichiarato: “Nelle ultime ore, su vari media si è diffusa propaganda, con affermazioni e attribuzioni all’Iran. Ribadisco con fermezza che non vi è stato alcun cambiamento nella posizione dell’Iran. Le nostre condizioni per l’apertura dello Stretto di Hormuz sono chiare”. Lo riferisce Bbc Persian.
Teheran, taglie sui soldati americani
In caso di invasione americana, l’Iran avrebbe inoltre predisposto ricompense per chi catturerà o ucciderà soldati statunitensi. A riferirlo è stato il portavoce dell’esercito iraniano, il generale Mohammad Akrami Nia, secondo quanto riportato dal quotidiano iraniano Shargh.
La ricompensa prevista sarebbe di 5 miliardi di toman, circa 30 mila euro, per gli uomini e di 10 miliardi di toman, circa 60 mila euro, per le donne che catturino o uccidano militari americani.
Secondo il portavoce, il piano sarebbe stato predisposto dal comandante dell’esercito, il generale Amir Hatami, dopo che nei mesi scorsi numerosi iraniani avevano contattato lo Stato Maggiore chiedendo di poter contribuire alla difesa del Paese attraverso una sorta di “jihad finanziaria”.





