La Cina ha espulso dal Partito Comunista Cinese (PCC) due dei suoi più alti comandanti militari, Zhang Youxia e Liu Zhenli, accusati di “gravi violazioni della disciplina politica”, formazione di “fazioni” e “slealtà verso il partito”. La notizia, diffusa dall’agenzia statale Xinhua, segna una nuova e clamorosa svolta nella campagna anticorruzione del presidente Xi Jinping, che negli ultimi anni ha trasformato l’apparato militare in uno dei principali bersagli delle epurazioni.
Le indagini sui due generali erano state annunciate a gennaio, mentre la loro rimozione formale dall’esercito è avvenuta ad agosto. La caduta di Zhang è particolarmente significativa: considerato per anni il più stretto alleato militare di Xi, ricopriva il ruolo di vicepresidente della Commissione Militare Centrale (CMC), l’organo supremo che controlla l’Esercito Popolare di Liberazione. Liu, membro della CMC e capo di stato maggiore del Dipartimento congiunto, era uno dei volti più visibili della modernizzazione militare cinese.
La campagna anticorruzione di Xi — iniziata più di un decennio fa — ha ormai assunto proporzioni storiche: migliaia di funzionari epurati, milioni di quadri investigati, e una lunga lista di figure di alto profilo cadute in disgrazia. Nel 2024 erano stati espulsi il ministro della Difesa Li Shangfu e il suo predecessore; l’anno successivo, altri nove alti ufficiali erano stati rimossi. Con le ultime espulsioni, nella CMC restano solo due membri attivi, tra cui Xi stesso: un segnale della profondità della ristrutturazione interna.
La purga arriva in un momento politicamente delicato. Xi è atteso a Washington per un incontro con il presidente Donald Trump, mentre tra poche settimane il PCC terrà una cruciale assemblea sulla governance interna. La rimozione di due generali di vertice potrebbe essere letta come un tentativo di rafforzare la disciplina prima di appuntamenti strategici, ma anche come un messaggio diretto all’apparato: nessuno è intoccabile. Le accuse contro Zhang e Liu restano vaghe — nessun dettaglio concreto è stato fornito — ma la formula usata da Xinhua (“slealtà, fazioni, violazioni politiche”) richiama le epurazioni di figure considerate potenziali centri di potere autonomi.





