Dunque, poco cambia: non ci sarà alcuna proroga per la tregua pasquale ortodossa sul fronte ucraino. Il Cremlino ha fissato il termine alle 23 ora italiana di ieri e ha legato ogni eventuale estensione all’accettazione, da parte di Volodymyr Zelensky, di condizioni ritenute necessarie per garantire gli obiettivi russi. Senza un’intesa politica, Mosca insomma ha chiuso alla possibilità di proseguire la sospensione dei combattimenti.
Nel frattempo la tregua resta soprattutto un quadro formale, come se non ci fosse mai stata: difatti sempre ieri Russia e Ucraina si sono accusate a vicenda di violazioni diffuse. Kiev ha parlato di migliaia di episodi dall’inizio del cessate il fuoco, tra bombardamenti, artiglieria e attacchi con droni lungo più settori della linea del fronte. Nell’oblast di Sumy, a Hlukhiv, un attacco ha colpito un’area sanitaria e ha provocato tre feriti tra gli operatori presenti.
Mosca da parte sua ha respinto la ricostruzione e ha attribuito alle forze ucraine quasi duemila violazioni nello stesso arco temporale, tra la tarda giornata dell’11 aprile e la mattina di ieri. Due letture che restano distanti e che confermano un elemento ricorrente: le pause annunciate non si traducono in una riduzione stabile delle operazioni militari.
La politica
La settimana che inizia oggi si muoverà su più direttrici. A Roma è previsto per mercoledì l’incontro tra Giorgia Meloni e Zelenskya Palazzo Chigi, in una fase in cui il fronte resta attivo e il sostegno europeo a Kiev continua a essere oggetto di confronto tra governi.. In Ungheria Viktor Orban è intervenuto sul tema dei rapporti internazionali dopo il voto a Budapest. Il Premier ha ribadito la volontà di mantenere relazioni con i principali attori globali, evitando di prendere posizione sulle ipotesi di concessioni territoriali ucraine e segnando una distanza personale dalla situazione di Zelensky.
Sul versante eurasiatico si prepara la visita del Presidente indonesiano Prabowo Subianto a Mosca. L’incontro con Vladimir Putin sarà centrato su energia e sicurezza delle forniture, con particolare attenzione ai flussi petroliferi e alla stabilità degli approvvigionamenti. Una missione, questa, che si inserisce nelle difficoltà legate alle rotte commerciali internazionali e alle tensioni che influenzano i mercati energetici.
Economia
Sul piano economico e militare emergono ulteriori elementi. Il Financial Times ha segnalato la disponibilità di alcuni imprenditori russi a contribuire al bilancio della difesa, mentre il Guardian ha rilevato un aumento del 42 per cento della spesa militare russa nell’ultimo anno. Un incremento che si colloca dentro una dinamica di lungo periodo legata alla gestione del conflitto.
In parallelo Zelensky ha riferito progressi limitati delle forze ucraine in alcune aree del sud del fronte. Kiev mantiene inoltre attenzione sugli sviluppi internazionali e sui possibili effetti indiretti della guerra, compreso il rischio di deviazione di armamenti verso altri scenari di crisi come l’Iran.





