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Il Papa: “Non è cristiano chi lancia bombe. La guerra è blasfemia”

Il Papa: “Non è cristiano chi lancia bombe. La guerra è blasfemia”

Leone XIV ai vescovi di Baghdad: “Nessuna causa giustifica il sangue innocente”. Richiamo al dialogo tra i popoli e confronto in Vaticano con il Presidente Macron sulle crisi globali
sabato, 11 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Un monito netto, durissimo. senza sfumature, quello lanciato ieri da Leone XIV nel corso dell’udienza ai vescovi del Sinodo della Chiesa caldea di Baghdad. Parole che risuonano come una condanna morale inequivocabile di ogni conflitto armato: “Dio non benedice alcun conflitto” e “chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe”.

Il Pontefice ha tracciato un quadro drammatico della situazione internazionale, parlando di un mondo “segnato da violenze assurde e disumane”, alimentate da avidità e odio, che si diffondono con particolare ferocia proprio nelle terre che hanno visto nascere il cristianesimo.

Un riferimento diretto ai territori del Medio Oriente, dove le comunità cristiane continuano a vivere condizioni di forte instabilità e rischio.
Secondo il Papa quei luoghi sacri risultano oggi “profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari”, in un contesto in cui la vita umana viene spesso sacrificata agli interessi economici e geopolitici.

La denuncia è chiara: le persone, soprattutto le più fragili, vengono considerate al massimo come “effetto collaterale” di strategie e interessi che ignorano il valore della dignità umana.

Sangue innocente

“Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie”, ha sottolineato con forza Papa Leone XIV, ribadendo che “nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato”. Un passaggio che rappresenta il cuore del messaggio pontificio, incentrato sulla centralità della persona e sull’inviolabilità della vita.

Il Vescovo di Roma ha quindi esortato i vescovi a essere “instancabili operatori di pace nel nome di Gesù” e li ha invitati a proclamare con chiarezza che Dio non può essere invocato per giustificare la violenza. “Chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi lancia le bombe”, ha ribadito, indicando una linea etica precisa per i fedeli.

Prevost ha anche messo in discussione l’efficacia delle soluzioni militari, affermando che non saranno le armi a creare “spazi di libertà o tempi di pace”. Al contrario, ha indicato come unica via percorribile quella della “paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli”, richiamando la responsabilità della comunità internazionale.

Incontro con Macron

La giornata in Vaticano è stata segnata anche dall’incontro tra il Papa e il Predidente francese Emmanuel Macron, giunto per il suo primo faccia a faccia con il Pontefice. Il colloquio, durato circa un’ora, si è svolto in un clima definito cordiale e ha visto la partecipazione della moglie Brigitte. Dopo l’udienza privata il Presidente francese ha proseguito i colloqui in Segreteria di Stato.

Secondo quanto riferito dalla Sala Stampa vaticana, al centro dei dialoghi vi sono stati i rapporti tra la Santa Sede e la Francia e, soprattutto, le principali questioni internazionali legate ai conflitti in corso.

Nel comunicato ufficiale si sottolinea come entrambe le parti abbiano condiviso l’auspicio di una soluzione delle crisi attraverso il dialogo e il negoziato, in linea con il messaggio ribadito poche ore prima dal Papa. Un filo conduttore che conferma la posizione della Santa Sede nel promuovere percorsi diplomatici e di riconciliazione.

Viaggio in Africa

Il richiamo di Leone XIV si inserisce inoltre nel contesto del prossimo viaggio apostolico in Africa, previsto dal 13 al 23 aprile, che lo porterà in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale.

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