Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni contro la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, segnando un passaggio cruciale nel processo di normalizzazione dei rapporti tra Washington e Caracas. La decisione, confermata dal Dipartimento del Tesoro, comporta la rimozione del nome di Rodríguez dalla “Lista dei Cittadini Appositamente Designati”, lo strumento che per anni aveva congelato i suoi beni e limitato la sua capacità di operare a livello internazionale. La revoca arriva a meno di tre mesi dalla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, un evento che ha ridisegnato gli equilibri politici interni e aperto la strada a un governo di transizione guidato proprio da Rodríguez.
Secondo fonti statunitensi, la mossa rientra in una strategia più ampia volta a stabilizzare il Paese e favorire un dialogo che includa anche la gestione delle risorse petrolifere, settore chiave dell’economia venezuelana. Rodríguez ha accolto la decisione come un passo necessario per “restituire al popolo venezuelano ciò che gli appartiene”, sottolineando che lo sblocco dei beni consentirà investimenti immediati in attrezzature ospedaliere, infrastrutture elettriche e forniture essenziali. Pur senza fornire cifre precise, ha ricordato che negli anni precedenti erano stati congelati all’estero fino a 30 miliardi di dollari in asset venezuelani, tra petrolio sequestrato negli Stati Uniti e oro trattenuto nel Regno Unito.
La decisione di Washington non è solo economica, ma anche politica: l’amministrazione Trump ha avviato un dialogo diretto con il governo ad interim, valutando deroghe mirate per favorire investimenti americani nel settore energetico e ridurre la pressione sanzionatoria che, secondo molti analisti, aveva ormai perso efficacia. Il gesto apre ora la strada a un possibile riassetto dei rapporti bilaterali, mentre l’Unione Europea valuta a sua volta un allentamento delle proprie misure restrittive.





