0
Vertice Ucraina, Usa e Russia rinviato. Orban chiede all’Ue di revocare le sanzioni su petrolio e gas russi

Ucraina, Zelensky rafforza legami militari con i paesi del Golfo

Il presidente ucraino: garanzie Usa “solo dopo il ritiro dal Donbass”, e firma partnership militari di 10 anni con Qatar e Paesi del Golfo. Teheran rivendica la distruzione di un deposito anti drone ucraino a Dubai. Mosca lancia 273 droni, Kievcolpisce una raffineria.
domenica, 29 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Il presidente Volodymyr Zelensky si mostra sempre più scettico sul sostegno statunitense alle posizioni ucraine contro le rivendicazioni territoriali di Mosca. Secondo il leader di Kiev, “tutti i segnali” indicano che l’Ucraina potrà ricevere garanzie di sicurezza americane “solo dopo il ritiro delle nostre truppe dal Donbass”. Si possono avere opinioni diverse… ma tutti i segnali emersi durante l’intero processo negoziale indicano… che potremo ricevere garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti… dopo il ritiro delle nostre truppe dal Donbass”, ha affermato. Il segretario di Stato Marco Rubio ha però respinto questa lettura, definendola una “bugia” e ribadendo che eventuali garanzie scatterebbero solo dopo la fine della guerra.

Parallelamente, Zelensky ha intensificato la cooperazione militare con i Paesi del Golfo. A Doha ha incontrato l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, annunciando una partnership di lungo periodo: “Abbiamo concordato una partnership reciprocamente vantaggiosa nel settore della difesa per almeno 10 anni”, con “progetti congiunti nell’industria della difesa, la creazione di impianti di coproduzione e partnership tecnologiche”. Il presidente ucraino ha aggiunto che Kiev ha già firmato accordi analoghi con Arabia Saudita e Qatar e punta a estenderli agli Emirati: “Stiamo parlando di una cooperazione decennale… con linee di produzione in Ucraina e in questi Paesi”. Il ministero della Difesa qatariota ha confermato che l’intesa include cooperazione tecnologica e sviluppo di sistemi contro missili e droni.

Tensioni con l’Iran

Sul fronte mediorientale, l’esercito iraniano ha dichiarato di aver distrutto a Dubai un deposito di sistemi anti drone ucraini utilizzati per assistere le forze statunitensi. Kiev ha smentito: “Si tratta di una menzogna. Smentiamo ufficialmente questa informazione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi, accusando Teheran di “campagne di disinformazione”. L’ambasciatore iraniano in Russia Kazem Jalali ha inoltre criticato la posizione ucraina, invitando Kiev a “non schierarsi con gli aggressori”.

Raid incrociati: attacchi russi e risposta ucraina

Secondo l’aeronautica ucraina, la Russia ha lanciato 273 droni, 252 dei quali sarebbero stati abbattuti, causando almeno cinque vittime civili. A Odessa due persone sono morte e almeno tredici sono rimaste ferite; un drone ha colpito il tetto di un reparto maternità e danneggiato infrastrutture portuali. Colpita anche la sede della radiotelevisione pubblica Suspilne, con un edificio definito “irreparabile”. Un uomo è stato ucciso a Kryvyi Rih dopo un attacco contro un’azienda industriale, mentre nella regione di Poltava un dipendente della Naftogaz, Roman Chmykhun, 55 anni, è morto nel bombardamento di impianti energetici. “Abbiamo subito una tragica perdita”, ha dichiarato l’azienda, precisando che i siti erano stati presi di mira “per il terzo giorno consecutivo”.

Una donna di 20 anni è stata uccisa nella regione di Sumy, dove è rimasta ferita anche la sorella di sei anni. Kiev ha reagito con attacchi in profondità contro obiettivi russi. Lo Stato maggiore ha annunciato di aver colpito la raffineria di Yaroslavl, “impresa di importanza strategica” con capacità di circa 15 milioni di tonnellate annue, provocando un incendio. Colpiti anche depositi di carburante, munizioni e centri di comando nelle regioni occupate, oltre a infrastrutture nella Crimea e nella regione di Bryansk. Separatamente, le forze ucraine hanno dichiarato di aver attaccato con missili “Flamingo” lo stabilimento Promsintez a Chapayevsk, nella regione di Samara, a circa 1.200 chilometri dal confine ucraino, che produce oltre 30 mila tonnellate annue di esplosivi militari.

Paesi baltici: rafforzare la difesa anti drone

Lettonia, Estonia e Lituania hanno chiesto alla Nato di intensificare la difesa aerea dopo l’ingresso di droni nello spazio dell’Alleanza. In una dichiarazione congiunta hanno sottolineato “l’urgente necessità” di rafforzare rilevamento e intercettazione, ricordando che i tre Paesi investono “almeno il 5% del PIL nella difesa”. Gli sviluppi confermano un conflitto sempre più esteso, tra attacchi a lunga distanza, cooperazioni militari transregionali e tensioni diplomatiche che coinvolgono Stati Uniti, Iran e Paesi del Golfo oltre ai protagonisti diretti della guerra.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Lavoro e Veronese (Uil): Cassa integrazione, segnali di difficoltà per l’intero sistema produttivo

Cassa integrazione, dalle ore autorizzate nuovo segnale di difficoltà per…

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…