A quattro anni dall’invasione russa, l’Onu descrive una crisi umanitaria senza precedenti in Europa dalla Seconda guerra mondiale. Il segretario generale António Guterres parla di una “macchia sulla coscienza collettiva” e chiede un cessate il fuoco immediato, nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina.
Nel giorno dell’anniversario, i vertici Ue arrivano a Kiev per ribadire la linea della continuità: sostegno militare, finanziario ed energetico fino a una “pace giusta e duratura”. Ursula von der Leyen conferma l’obiettivo di una pace “alle condizioni dell’Ucraina”, insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e alla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola. Costa definisce “inaccettabile” qualsiasi veto che rallenti gli aiuti e assicura che il prestito europeo a Kiev sarà approvato.
Da Londra, Keir Starmer scrive che la Russia “non vincerà” e annuncia un quartier generale operativo per una futura forza multinazionale, oltre a nuovi fondi per addestramento e settore energetico. Emmanuel Macron parla di “quattro anni di aggressione” e sottolinea la resistenza ucraina nonostante perdite e infrastrutture colpite. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ribadisce che il destino di Kiev coincide con quello europeo.
Resta però la frattura interna. L’Ungheria mantiene una linea critica su nuovo pacchetto finanziario e forniture energetiche. La Slovacchia contesta la sospensione dei flussi nell’oleodotto Druzhba e accusa Kiev di scelte “politiche”.
Zelensky: “Serve una data per l’adesione”
In collegamento con il Parlamento europeo, Volodymyr Zelensky chiede una data per l’ingresso nell’Ue. Senza una scadenza, avverte, Mosca proverà a “dividere l’Europa” e a congelare il percorso ucraino per decenni. Rivendica che il Cremlino non ha raggiunto gli obiettivi strategici e assicura che Kiev farà “tutto il necessario” per una pace stabile.
In un’intervista televisiva, Zelensky si rivolge direttamente a Donald Trump: gli Stati Uniti, sostiene, devono restare dalla parte di “un Paese democratico che combatte contro una sola persona”. Al Financial Times parla di una fase “all’inizio della fine”, ma avverte che senza garanzie di sicurezza un cessate il fuoco rischia di diventare una pausa utile solo a Mosca.
Mosca: “Operazione non conclusa”
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov conferma che gli obiettivi non sono stati pienamente conseguiti e che l’operazione prosegue. Maria Zakharova collega ogni soluzione alla questione dell’espansione della NATO verso est, indicata da Mosca come una delle cause della guerra.
La Russia accusa inoltre Regno Unito e Francia di ipotizzare trasferimenti di armamenti strategici a Kiev, parlando di violazioni del diritto internazionale. Intanto riferisce di nuovi attacchi con droni sul territorio federale e di vittime civili attribuite a bombardamenti ucraini.



