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Ginevra: Zelensky “Risultato insufficiente”. Ue: “Mosca non mostra impegno per la pace”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky

Ginevra: Zelensky “Risultato insufficiente”. Ue: “Mosca non mostra impegno per la pace”

Passi avanti sul monitoraggio del cessate il fuoco ma resta lo stallo sui territori. Bruxelles rilancia l’adesione ucraina “il prima possibile”. Sul campo 29 droni russi neutralizzati, Mosca ne rivendica 113 abbattuti
venerdì, 20 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Il secondo round di colloqui in Svizzera si è chiuso senza svolte. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ammesso che “al momento il risultato dei colloqui è insufficiente”.

Due i gruppi di lavoro, militare e politico, concentrati soprattutto sulla futura missione di monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco. “Siamo più vicini alla conclusione dei negoziati sul piano militare che su quello politico”, ha spiegato, ribadendo la necessità di una presenza europea accanto agli Stati Uniti nel meccanismo di controllo. Zelensky ha aggiunto che il prossimo round dovrebbe tenersi ancora in Svizzera.

Da Mosca il vice ministro degli Esteri Mikhail Galuzin ha confermato che “il dialogo proseguirà”, senza indicare date o sedi. La Commissione europea, per voce del portavoce agli Affari esteri Anouar El Anouni, ha fissato la linea: “Non vediamo ancora segnali tangibili che la Russia si stia impegnando seriamente per la pace” e “non si può decidere nulla sull’Ucraina senza che l’Europa sia al tavolo delle trattative”.

Di segno opposto le dichiarazioni del ministro russo Sergej Lavrov, secondo cui Zelensky “non vuole alcuna pace”. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha affermato che l’efficacia della mediazione americana sarà giudicata “dai fatti”, invitando implicitamente l’Occidente a interrompere le forniture militari a Kiev.

Europa “massimalista” e adesione di Kiev

In vista del Consiglio Affari Esteri, l’Alto rappresentante Kaja Kallas ha delineato una posizione “massimalista”: ritiro delle forze russe non solo dall’Ucraina ma anche da Bielorussia, Moldova, Georgia e Armenia, limitazioni strutturali alle capacità militari di Mosca, stop alla disinformazione e rilascio dei prigionieri politici. Una risposta simmetrica alle richieste del Cremlino, anche se fonti diplomatiche Ue la liquidano come “lista dei desideri” difficilmente traducibile in risultati concreti.

Sul fronte dell’allargamento, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha dichiarato a Oslo che l’Ue vuole avviare “il prima possibile” i negoziati di adesione con Kiev, senza indicare una data. “Esistono delle regole per il processo di adesione”, ha ricordato, richiamando i criteri di Copenaghen e l’unanimità tra gli Stati membri. Il tema dell’ingresso nell’Ue è stato discusso anche nei colloqui di pace, secondo il portavoce della Commissione Guillaume Mercier, che ha sottolineato i progressi nelle riforme nonostante la guerra.

Energia e tensioni interne all’Ue

Sull’oleodotto Druzhba la Commissione ha escluso pressioni su Kiev per ripristinare i flussi di greggio verso Ungheria e Slovacchia. “Non stiamo facendo pressioni. Non ci sono scadenze”, ha ribadito la portavoce per l’Energia Anna Kaisa Itkonen, annunciando per mercoledì prossimo un gruppo di coordinamento ad hoc. Budapest valuta ritorsioni sulle forniture di elettricità e gas verso l’Ucraina. Intanto la Svezia ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari da 1,21 miliardi di euro a favore di Kiev.

Guerra dei droni e fronte economico

Sul terreno, l’Aeronautica ucraina ha riferito di aver neutralizzato 29 dei 37 droni lanciati nella notte dalla Russia. Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 113 droni ucraini in diverse regioni, tra cui Bryansk e Smolensk.

L’intelligence ucraina ha rivendicato un attacco a un deposito di petrolio nella regione russa di Pskov, mentre i servizi britannici avvertono che le infrastrutture energetiche ucraine resteranno “quasi certamente” l’obiettivo primario degli attacchi russi. Secondo fonti di settore citate da Reuters, i raid russi sui porti del Mar Nero avrebbero ridotto fino al 30 per cento la capacità di esportazione rispetto ai livelli prebellici, con danni a navi e terminal nell’area di Odessa. L’aumento dei costi logistici pesa su un’economia già indebolita dalle interruzioni di corrente.

Intelligence e pressioni

Le intelligence europee, interpellate da Reuters, definiscono i colloqui “un teatro negoziale” e ritengono improbabile un accordo entro il 2026. Mosca, secondo queste valutazioni, punterebbe a un allentamento delle sanzioni e a separare il dossier militare da quello economico.

Sul piano giudiziario, la procura generale ucraina ha annunciato indagini su 22 persone per la deportazione di minori dalle regioni occupate. In Kenya, un rapporto parlamentare parla di oltre mille cittadini reclutati per combattere al fianco della Russia. Un’inchiesta di Der Spiegel sostiene infine che la Central Intelligence Agency fosse stata informata nel 2022 di un piano ucraino per sabotare il gasdotto Nord Stream. La Cia ha definito la ricostruzione “completamente falsa”.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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