Una valanga di vaste proporzioni ha travolto un gruppo di sciatori nei pressi del lago Tahoe, al confine tra California e Nevada, lasciando un bilancio ancora provvisorio di sei persone tratte in salvo e nove disperse.
L’incidente è avvenuto in una zona di backcountry molto frequentata dagli appassionati di sci fuoripista, dove nelle ultime ore le condizioni del manto nevoso erano state definite instabili a causa delle recenti tempeste che hanno colpito la Sierra Nevada. Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente, ma le operazioni si stanno rivelando estremamente complesse per via del rischio di ulteriori distacchi e della scarsa visibilità.
I sei sciatori recuperati sono stati trasportati negli ospedali della zona: alcuni presentano ferite gravi, ma tutti risultano in condizioni stabili. Le autorità hanno confermato che il gruppo coinvolto era composto da sciatori esperti, molti dei quali dotati di attrezzature di sicurezza come ARTVA e airbag, strumenti che potrebbero aver contribuito a salvare vite. Tuttavia, la massa di neve scesa a valle — descritta come “rapida e imprevedibile” dai tecnici — ha reso difficile ogni tentativo di fuga. Le ricerche dei nove dispersi proseguono senza sosta, con l’impiego di unità cinofile, droni termici e squadre specializzate in soccorso alpino.
Le autorità locali hanno chiesto ai residenti e ai turisti di evitare l’area, mentre gli esperti di valanghe stanno monitorando il pendio per valutare la stabilità del terreno. Le condizioni meteorologiche restano un fattore critico: nuove nevicate e forti raffiche di vento potrebbero rallentare ulteriormente le operazioni. L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle aree di backcountry, sempre più frequentate negli ultimi anni da sciatori in cerca di neve fresca e percorsi lontani dalle piste battute.



