L’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro di Napoli rappresenta “una tragedia dal punto di vista culturale”, ma può trasformarsi in una occasione di cooperazione tra istituzioni diverse per dare vita a una struttura “ancora più forte”, capace di garantire continuità e solidità nel tempo. Lo ha detto oggi il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine del vertice del Centro coordinamento soccorsi convocato all’interno della Prefettura partenopea. Il Ministro ha spiegato che è già stato avviato un percorso condiviso con proprietari, gestori, istituzioni locali e nazionali per arrivare il prima possibile al restauro e alla rigenerazione del teatro, con l’obiettivo di evitare l’interruzione della programmazione culturale. Il Governo, ha aggiunto, ha assicurato il massimo impegno e la volontà comune di operare con rapidità e coordinamento.
Sul piano operativo è in corso una mappatura dello stato di conservazione della struttura e delle necessità economiche. Le risorse non possono essere definite nell’immediato, ma ogni contributo pubblico e privato viene considerato utile. Secondo Giuli la ricostruzione non dipenderà tanto dalla disponibilità finanziaria quanto dalla capacità di accelerare tempi e procedure, resa possibile anche dal coordinamento istituzionale attivato dopo l’emergenza.
Percorso di rinascita
Il Ministro ha parlato di un “percorso di rinascita” che coinvolge l’intera comunità culturale, dagli artisti agli intellettuali e ai cittadini stessi e la necessità di salvaguardare memoria storica, materiali e testimonianze legate al teatro. L’obiettivo è un nuovo Sannazaro frutto di uno sforzo corale tra pubblico e privato, nel segno della continuità con la tradizione culturale napoletana e nazionale.
Sulle cause dell’incendio Giuli ha invitato alla prudenza, rinviando ogni valutazione alle verifiche tecniche in corso e ringraziando i vigili del fuoco per l’intervento svolto nelle ore dell’emergenza. Davanti alla distruzione del teatro, ha concluso, prevale una volontà condivisa di ricostruire rapidamente e di dare un segnale concreto di collaborazione istituzionale e civile.



