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Ali Khamenei

Iran, colloqui indiretti a Ginevra. Khamenei sfida Trump: “non riuscirete a distruggerci”

martedì, 17 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Mentre a Ginevra si apre il secondo round di colloqui mediati dall’Oman, la Guida suprema Ali Khamenei avverte che l’“esercito più forte del mondo” potrebbe “subire un colpo tale da non potersi più muovere” e che le navi americane nel Golfo “possono essere affondate”, mentre Washington valuta un rafforzamento militare nella regione. “Non riuscirete a distruggere la Repubblica islamica”. Trump replica da bordo dell’Air Force One: “Vogliono fare un accordo. Se non lo faranno, ci saranno conseguenze”. E precisa che seguirà “indirettamente” i negoziati.

In questo quadro tesissimo, l’Iran ha avviato esercitazioni nello Stretto di Hormuz con i Pasdaran. Russia e Cina partecipano con unità navali a manovre congiunte nell’Oceano Indiano settentrionale. Mosca parla di sicurezza delle rotte commerciali e contrasto alla pirateria, ma la tempistica, alla vigilia dei colloqui, ha un chiaro peso politico.

I colloqui sul nucleare

I contatti tra Teheran e Washington si tengono in forma indiretta presso la sede diplomatica omanita. La delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, con esperti tecnici e legali. Mediazione affidata al capo della diplomazia dell’Oman, Badr Albusaidi.

Prima dell’avvio, entrambe le parti hanno incontrato il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi. L’Agenzia chiede accesso ai siti nucleari colpiti a giugno per verificare lo stato dell’uranio altamente arricchito.

Araghchi parla di “idee concrete per un accordo giusto ed equo”, ma chiarisce che “la sottomissione alle minacce non è sul tavolo”. Per Teheran la revoca delle sanzioni è “parte integrante” del processo e i colloqui potranno funzionare solo senza “richieste irrealistiche”.

Fonti iraniane definiscono la posizione americana “più realistica”. I negoziati proseguono fino al pomeriggio con scambi attraverso il mediatore omanita.

Proteste e arresti

Nel Paese continuano le tensioni interne. Nuove manifestazioni si sono svolte in occasione del quarantesimo giorno dalla morte di giovani uccisi nelle proteste. Le forze di sicurezza hanno effettuato arresti su larga scala nell’ovest. La magistratura annuncia il rilascio di “centinaia di manifestanti non coinvolti in atti di violenza”, mentre Teheran cerca margini diplomatici.

Ucraina, nuovi attacchi

In parallelo, Ginevra ospita incontri legati al conflitto ucraino. Intanto proseguono attacchi russi con missili e droni contro infrastrutture e aree urbane. Emissari statunitensi vedono rappresentanti russi e ucraini. Il doppio tavolo negoziale conferma una fase di alta instabilità: dossier nucleare iraniano e guerra in Europa orientale restano aperti, senza segnali di tregua stabile.

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