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L’Intelligenza Artificiale come scelta di sovranità: la sfida italiana de LAGRANDESORELLA

Dal controllo dei dati alla responsabilità etica, il progetto promosso da Gianni Di Nicola con il contributo dell’Ingegnere Fabrizio Fantini e del Vicepresidente Corrado Rovesti punta a un’infrastruttura pubblica capace di coniugare innovazione tecnologica, tutela della persona e autonomia strategica nell’era delle macchine intelligenti
lunedì, 16 Febbraio 2026
5 minuti di lettura

L’Intelligenza Artificiale non è più soltanto una frontiera tecnologica. È diventata una soglia culturale, politica e persino antropologica che costringe a interrogarsi su quale modello di società stia emergendo nell’epoca delle macchine intelligenti. Non si tratta solo di potenza di calcolo, algoritmi generativi o automazione dei processi, ma del rapporto tra libertà e controllo, tra velocità dell’innovazione e responsabilità umana, tra progresso tecnico e dignità della persona. In questo spazio di trasformazione profonda prende forma LAGRANDESORELLA.IT progetto italiano promosso dal Presidente Gianni Di Nicola e sviluppato con il contributo dell’Ingegnere Fabrizio Fantini, Chief Innovation Officer, e del Vicepresidente Corrado Rovesti.

L’ambizione non è quella di aggiungere una nuova piattaforma al panorama globale dell’AI, ma di costruire un’infrastruttura capace di coniugare sovranità digitale, tutela dei dati e fondamento etico dell’algoritmo, restituendo al sistema Paese un ruolo attivo nella definizione del proprio futuro tecnologico. È proprio la natura del progetto a segnarne la differenza. LAGRANDESORELLA™, chiarisce Di Nicola, non nasce come iniziativa commerciale né come nuovo operatore del business digitale, ma come infrastruttura pensata per lo Stato: “Non è un progetto di mercato”, spiega, “ma un progetto di sovranità.
L’obiettivo è mettere la tecnologia di confine al servizio delle istituzioni e dei cittadini, garantendo controllo pubblico sui dati strategici e costruendo fiducia nel sistema digitale nazionale”
. In questa prospettiva l’Intelligenza Artificiale non viene concepita come prodotto da vendere, ma come bene comune da governare, capace di sostenere servizi pubblici, diritti e sicurezza in una fase storica segnata dalla competizione globale sulle informazioni.

Dato non neutrale

Il punto di partenza è una constatazione che attraversa oggi tanto la ricerca scientifica quanto il dibattito pubblico: il dato non è neutrale. Può apparire minimo, frammentario, quasi irrilevante se osservato singolarmente, ma diventa decisivo quando viene raccolto, correlato, interpretato. Da strumento di conoscenza può trasformarsi in leva di assistenza e cura, oppure in dispositivo di sorveglianza e condizionamento sociale. La differenza non risiede nella tecnologia in sé, bensì nell’architettura che la governa, nelle regole che la orientano, nella visione culturale che la sostiene.

È da questa consapevolezza che nasce l’idea de LAGRANDESORELLA™: una multipiattaforma intelligente progettata per proteggere identità e informazioni di cittadini e imprese italiane attraverso modelli di intelligenza aumentata e sistemi di crittografia avanzata, mantenendo i dati all’interno di infrastrutture localizzate sul territorio nazionale e sottoposte alla giurisdizione europea. Fantini osserva questo scenario con lo sguardo dell’ingegnere umanista, ma anche con quello di chi legge nella trasformazione tecnologica una dimensione geopolitica sempre più evidente. L’avvento del calcolo quantistico, destinato a rendere vulnerabili molte delle attuali tecniche crittografiche, apre una competizione globale sulla sicurezza dei dati e sulla capacità di proteggere sistemi finanziari, industriali e istituzionali. In una fase storica segnata da tensioni tra potenze e da crescente centralità delle infrastrutture digitali, la dipendenza da tecnologie sviluppate altrove non appare più soltanto una questione industriale, ma un tema di autonomia strategica. La sovranità digitale, in questa prospettiva, non riguarda semplicemente la localizzazione fisica dei server, ma il controllo delle regole, dei modelli di apprendimento, delle catene decisionali che attraversano l’elaborazione delle informazioni. “Non possiamo pensare che la sicurezza dei nostri dati fondamentali dipenda esclusivamente da tecnologie progettate fuori dal nostro perimetro giuridico e culturale”, osserva. “La sovranità digitale significa poter decidere come vengono custodite le informazioni e quali valori guidano il loro utilizzo”.

Rovesti sposta invece la riflessione su un piano più ampio, che intreccia tecnologia, società e dimensione culturale. L’uso massivo dei dati sanitari, sociali e territoriali (spesso raccolti con finalità di efficienza amministrativa o assistenza) può infatti trasformarsi, se privo di adeguate garanzie, in una forma di sorveglianza diffusa e silenziosa. Il confine tra protezione e controllo diventa sottile, quasi invisibile, e impone una domanda di fondo: quale idea di libertà accompagna lo sviluppo dell’intelligenza artificiale? Il nome stesso del progetto nasce da questa tensione simbolica. Non il ‘Grande Fratello’ che osserva e giudica, ma una ‘sorella maggiore’ che custodisce e orienta senza sostituirsi alla persona. “L’obiettivo non è sorvegliare” spiega Rovesti, “ma offrire strumenti di conoscenza basata su fonti certificate che permettano ai cittadini di compiere scelte consapevoli. L’intelligenza artificiale deve ampliare la libertà, non restringerla”.

Sfera etica e spirituale

È a questo punto che il progetto assume una dimensione che supera la tecnologia e tocca la sfera etica e spirituale. Nel dibattito contemporaneo sull’Intelligenza Artificiale, il riferimento al Papa Leone XIV emerge come una bussola morale capace di interrogare la modernità sul senso ultimo del progresso. Nelle sue riflessioni sul mondo digitale, il Papa Leone XIV ha più volte richiamato la necessità che la tecnologia resti al servizio della persona e non diventi strumento di dominio; che l’innovazione non cancelli la responsabilità; che l’efficienza non sostituisca la dignità. Per i promotori de LAGRANDESORELLA™ questa prospettiva non è un elemento decorativo, ma una condizione strutturale. Senza un ancoraggio alla dignità umana, l’Intelligenza Artificiale rischia infatti di trasformarsi in pura tecnica di potere, efficiente ma priva di orientamento. “La domanda etica posta dal Papa Leone XIV è centrale”, osserva Rovesti. “Non riguarda la religione, ma l’idea stessa di umanità che vogliamo custodire mentre costruiamo macchine sempre più autonome”. Fantini concorda: “Possiamo progettare le architetture più avanzate, ma senza una cornice etica condivisa non esiste fiducia digitale”. Il tema della fiducia attraversa così l’intero scenario. In un contesto in cui organizzazioni pubbliche e private aumentano gli investimenti in privacy e protezione dei dati, la sicurezza delle informazioni smette di essere un vincolo normativo e diventa una infrastruttura economica. Senza fiducia nei sistemi digitali, l’innovazione resta confinata; senza trasparenza nelle decisioni automatizzate, l’Intelligenza Artificiale perde legittimità sociale. Fantini insiste sulla necessità di mantenere una supervisione umana nei processi decisionali più delicati: “L’automazione totale non coincide con il progresso. In molti ambiti serve ancora la responsabilità dell’essere umano, la capacità di interpretare, di assumere decisioni che non possono essere delegate interamente a un algoritmo”. Rovesti aggiunge che la vera sfida non è costruire macchine autonome, ma garantire che restino comprensibili e controllabili: “La tecnologia deve rimanere leggibile per chi la utilizza. Solo così può essere considerata democratica”.

Le applicazioni immaginate dal progetto riflettono questa impostazione. Motori di ricerca giuridici basati su fonti certificate, servizi digitali per la pubblica amministrazione, strumenti di supporto alla sanità, fino a ipotesi di voto elettronico sicuro: ambiti diversi, uniti dalla visione che la tecnologia debba rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni. Più che la singola funzione, conta l’ecosistema che si intende costruire: una rete in cui dati, regole e responsabilità restino trasparenti. “Non vogliamo sostituire le decisioni umane”, spiega Rovesti, “ma offrire strumenti che le rendano più consapevoli”.

Scelta industriale e civile

Nel tempo della competizione globale sui dati, l’Europa si trova davanti a una scelta che è insieme industriale e civile: continuare a dipendere da modelli tecnologici esterni oppure sviluppare una propria via fondata su diritti, garanzie e centralità della persona. LAGRANDESORELLA.IT si colloca dentro questa alternativa come tentativo intelligente di coniugare innovazione e democrazia, efficienza e coscienza, potenza tecnologica e limite umano. Non come risposta definitiva, ma come proposta di direzione di senso. Resta, sullo sfondo, la domanda più radicale, quella riportata al centro proprio dalla riflessione del Papa Leone XIV: non quanto sarà potente l’Intelligenza Artificiale, ma quanto resterà umano il mondo costruito con essa. È una domanda che nessuna tecnologia può eludere, perché riguarda non le macchine, ma l’idea di un essere umano che decide di affidarsi a esse. E forse è proprio in questa tensione tra progresso e responsabilità che si gioca il senso ultimo de LAGRANDESORELLA™: non un sistema che osserva il futuro, ma un tentativo di custodirlo nelle casseforti del sapere italiano.

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