Il nuovo primo ministro del Bangladesh ha dichiarato che la ricostruzione dell’economia e il ripristino della buona governance saranno le priorità assolute del suo governo, in un momento in cui il Paese affronta una combinazione di crisi economica, tensioni politiche e sfide istituzionali. Nel suo primo discorso ufficiale, il premier ha riconosciuto che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è stata messa a dura prova negli ultimi anni e ha promesso un cambio di passo basato su trasparenza, stabilità e riforme strutturali. L’economia del Bangladesh, un tempo considerata una delle più dinamiche dell’Asia meridionale, ha subito un rallentamento significativo a causa dell’inflazione elevata, della pressione sul settore tessile e della riduzione delle rimesse dall’estero. Il nuovo governo intende intervenire con misure mirate per sostenere le imprese, attrarre investimenti e rafforzare la sicurezza energetica, considerata essenziale per la competitività industriale. Tra le priorità annunciate figurano anche la modernizzazione delle infrastrutture e un piano per migliorare la resilienza climatica, in un Paese particolarmente vulnerabile ai disastri naturali. Sul fronte della governance, il premier ha promesso una lotta decisa contro la corruzione e un rafforzamento delle istituzioni democratiche, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza nei processi decisionali e una gestione più efficiente dei servizi pubblici. Ha inoltre annunciato l’intenzione di avviare un dialogo con le forze politiche e la società civile per ricucire un tessuto sociale segnato da anni di polarizzazione. Le reazioni internazionali sono state caute ma positive. Diversi partner regionali e organismi multilaterali hanno espresso disponibilità a collaborare, sottolineando però la necessità di riforme credibili e di un impegno concreto nella tutela dei diritti fondamentali.



