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Sanremo al Quirinale, Mattarella: “La musica è come lo sport, fa parte della vita del Paese”

Per la prima volta tutti i cantanti ricevuti al Colle. Il Capo dello Stato richiama il valore culturale ed economico della discografia e un pubblico da oltre 20 milioni a sera
sabato, 14 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Per la prima volta nella storia ieri tutti i cantanti in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio su Rai1, sono stati ospiti al Quirinale. Padrone di casa Sergio Mattarella, al suo fianco ovviamente il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, la co-conduttrice Laura Pausini e l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi. Non è la prima volta che il Capo dello Stato ‘interagisce’ con la manifestazione ligure: nel 2023 fu presente alla serata d’inaugurazione, all’Ariston. E anche ieri il Presidente si è mostrato vicino al mondo della musica, così come a quello dello sport.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76^ edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal Conduttore e Direttore Artistico, Carlo Conti, e dalla Co-conduttrice Laura Pausini
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76^ edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal Conduttore e Direttore Artistico, Carlo Conti, e dalla Co-conduttrice Laura Pausini

Mattarella ha infatti tracciato un parallelismo tra questi due settori che vengono talvolta considerati attività di svago ma costituiscono fenomeni sociali, culturali e di aggregazione: “Anche lo sport è considerato come un diversivo, un’attività solo di relax, invece è un fenomeno sociale di grande rilievo, un fenomeno di aggregazione sociale, un fenomeno culturale perché induce a superare sé stessi e i propri limiti. È così anche per la musica leggera e pop, un grande contributo che viene dato alla vita e al patrimonio culturale del nostro Paese”.

Ampio seguito

Il Capo dello Stato ha poi richiamato anche il ruolo economico della discografia italiana, definita “un ambito significativo e di rilievo dell’economia nazionale” e ha indicato il Festival come un appuntamento che “travalica l’apparenza e incide sulla vita del Paese. La manifestazione continua a registrare un ampio seguito, con oltre 20 milioni di italiani che la seguono sera per sera”, ha osservato il Presidente, che ha così voluto sottolineare la continuità del coinvolgimento popolare nel tempo.

Mattarella ha poi rievocato la prima edizione del Festival, seguita quando aveva dieci anni: “Ricordo la voce inconfondibile e trascinante del presentatore Nunzio Filogamo, ricordo la voce perché si diffondeva solo attraverso la radio e tutti ci chiedevamo che volto avesse”. Fin dall’inizio, ha aggiunto, Sanremo ha avuto “un amplissimo coinvolgimento popolare”, rimasto costante anche grazie alla Rai che lo ha portato nelle case degli italiani accompagnandone l’evoluzione.

Collegando la musica ad altre espressioni culturali del Paese, Mattarella ha citato le Olimpiadi tra Cortina e Milano e la memoria di Grazia Deledda a Nuoro: “Sono tre forme diverse di cultura del nostro Paese, ma tra loro c’è un filo conduttore comune”. In questo quadro, il Festival “rientra nell’ambito culturale” nazionale anche perché sollecita la partecipazione dei giovani alla musica leggera e pop, contribuendo alla trasmissione di linguaggi e produzioni artistiche tra generazioni diverse.

Tra ‘Azzurro’ e Conti

Durante l’incontro gli artisti presenti hanno intonato la prima strofa di ‘Azzurro’, coinvolgendo la sala in un momento condiviso.

Il Presidente ha commentato con una battuta: “Ricordavo le parole, ma non mi sono associato perché dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni per non turbare il coro degli altri”.

La co-conduttrice Laura Pausini, il conduttore Carlo Conti con il Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
La co-conduttrice Laura Pausini, il conduttore Carlo Conti con il Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella

Grande soddisfazione l’ha espressa Carlo Conti che ha definito la ricezione al Quirinale “un riconoscimento importante per la discografia italiana che sta andando sempre più forte” e ha tenuto a sottolineare che “10-12 anni fa nella hit parade nazionale c’erano otto brani stranieri e due o tre italiani, oggi a fine anno te ne trovi tutti italiani e pochissimi stranieri”.

Un cambiamento che, secondo il conduttore toscano, riflette il lavoro di discografici, autori e interpreti e l’ingresso di nuove generazioni nella produzione musicale. Laura Pausini ha ringraziato il Capo dello Stato “a nome di tutti noi” e ha ricordato che la musica popolare “rappresenta una parte importante della cultura del nostro Paese”. La chiosa della cantante romagnola: “Spero che il Festival le piaccia. Noi facciamo musica, non facciamo guerra”.

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