Dalle nuove misure sui flussi migratori al ricordo dello scienziato Antonino Zichichi, scomparso nei giorni scorsi, fino alla decisione di impugnare la legge della Regione Emilia-Romagna sugli affitti brevi. Sono alcuni dei temi principali esaminati ieri a Palazzo Chigi dal Consiglio dei ministri. Ma è chiaro che l’argomento più atteso era quello sul nuovo disegno di legge sull’immigrazione. La stretta varata dal Governo si concentra in particolare sulla possibilità di interdire temporaneamente l’accesso alle acque territoriali italiane quando sussista una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. Il divieto potrà avere una durata iniziale limitata, ma essere prorogato fino a raggiungere un massimo di sei mesi complessivi. In caso di violazione sono previste sanzioni amministrative fino a 50mila euro e, se l’infrazione viene reiterata, può scattare la confisca dell’imbarcazione. Accanto a questo strumento, il disegno di legge introduce ulteriori misure: la possibilità di trasferire i migranti in Paesi terzi con cui l’Italia abbia accordi per accoglienza o rimpatrio, requisiti più stringenti per i ricongiungimenti familiari e nuove regole nei Centri di permanenza per i rimpatri, con standard strutturali uniformi e limiti all’uso dei telefoni cellulari. Nel complesso, l’intervento mira a rafforzare il controllo delle frontiere, rendere più rapide le procedure di gestione delle domande di asilo e adeguare la normativa nazionale al Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
17 articoli
Il disegno di legge sull’immigrazione approvato dal Consiglio dei ministri si compone di 17 articoli. Il Capo I introduce disposizioni immediatamente precettive in materia di trattenimento dello straniero oltre a intervenire sull’interdizione temporanea dell’attraversamento del limite delle acque territoriali della frontiera marittima in presenza di una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, sull’espulsione o l’allontanamento dello straniero disposti dal giudice, sul procedimento davanti al magistrato di sorveglianza per l’espulsione dei detenuti stranieri e sulle norme relative ai minori stranieri e alla protezione complementare. Il Capo II mira invece, attraverso lo strumento della delega, ad adeguare l’ordinamento nazionale a otto atti normativi del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, in vista della loro piena efficacia dal prossimo 12 giugno, oltre ad aggiornare e rivedere la normativa su immigrazione e protezione internazionale.
Tra i principali criteri di delega figurano le disposizioni della direttiva accoglienza, che prevedono l’assegnazione dei richiedenti protezione internazionale a una specifica area geografica, con possibilità di autorizzazione all’allontanamento temporaneo per motivi determinati, l’obbligo di segnalare la propria presenza alle autorità competenti in date prestabilite o a intervalli ragionevoli senza compromettere la libertà personale, la disciplina delle circostanze eccezionali che consentono il trattenimento del minore straniero con adeguate garanzie giurisdizionali e l’individuazione di misure obbligatorie di integrazione, la cui mancata osservanza può comportare la riduzione o la revoca delle condizioni materiali di accoglienza.
È inoltre prevista l’applicazione della procedura accelerata anche al minore non accompagnato, la possibilità di dare priorità alle domande con maggiore probabilità di rimpatrio e il mantenimento delle norme sulla designazione dei Paesi di origine sicuri e dei Paesi terzi sicuri.
Rimpatri alla frontiera
In materia di rimpatri alla frontiera, accertamenti alle frontiere esterne ed Eurodac, si consolida il modello organizzativo degli hotspot, si amplia il numero dei luoghi idonei allo svolgimento delle procedure accelerate di frontiera e si stabilisce che, durante gli accertamenti, i cittadini stranieri non siano autorizzati all’ingresso nel territorio nazionale, prevedendo misure per garantirne la disponibilità alle autorità competenti e prevenire il rischio di fuga. Le operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico dovranno essere effettuate nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore, nel rispetto del controllo giurisdizionale. Il testo prevede inoltre l’accelerazione e la razionalizzazione del flusso dei dati dei migranti mediante una maggiore interoperabilità tra i sistemi informativi, nonché l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio indipendente dei diritti fondamentali con individuazione dell’autorità competente.
Il Governo è poi delegato ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per aggiornare la normativa migratoria intervenendo, tra l’altro, sulla convalida dell’accompagnamento alla frontiera, sul trattenimento e sul ricongiungimento familiare, con criteri più rigorosi sui requisiti e sulla platea dei familiari ricongiungibili, ma anche con misure di facilitazione per gli stranieri altamente qualificati.
Un’ulteriore delega prevede, entro il 31 dicembre 2027, l’adozione di uno o più decreti legislativi per il riordino organico della normativa su immigrazione e protezione internazionale mediante la redazione di testi unici.
Il ricordo di Zichichi
All’inizio del Cdm Giorgia Meloni ha ricordato la figura di Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale scomparso lo scorso lunedì all’età di 96 anni. La sua morte, ha osservato il Premier, rappresenta una perdita rilevante per la comunità culturale e scientifica del Paese; il Governo ha quindi rinnovato il cordoglio alla famiglia e ha annunciato funerali solenni a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: si terranno domani alle ore 16. Da segnalare infine che il Consiglio dei ministri ha inoltre deliberato l’impugnazione della legge regionale dell’Emilia-Romagna in materia di affitti brevi.



