0

Pensionati italiani in Albania, allarme rientrato: nessuna tassa sulle pensioni

Dopo settimane di timori per un possibile prelievo del 15% sugli assegni, il governo di Tirana smentisce nuove imposte. La comunità dei circa 4.000 pensionati italiani residenti nel Paese può tirare un sospiro di sollievo: resta l’esenzione fiscale che aveva reso l’Albania una meta ambita oltre Adriatico
giovedì, 12 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Negli ultimi mesi tra i pensionati italiani residenti in Albania si è diffuso un forte clima di incertezza. Circa quattromila connazionali hanno scelto di trasferirsi oltre Adriatico attratti, finora, da un regime fiscale estremamente favorevole: le pensioni percepite dall’Italia non erano soggette a imposizione nel Paese balcanico.

L’allarme è scattato dopo l’entrata in vigore di una nuova normativa tributaria, operativa da gennaio 2024, che ha eliminato un passaggio della legge del 2019 in cui veniva indicata in modo esplicito l’esenzione per i cittadini dell’Unione europea in possesso di regolare permesso di soggiorno e residenti per almeno 183 giorni l’anno in Albania. La nuova formulazione fa riferimento in maniera più generica ai redditi tutelati da accordi internazionali ratificati dal Parlamento albanese, senza menzionare direttamente il caso dei pensionati stranieri.

Questo cambiamento lessicale, pur non introducendo alcuna tassa concreta, ha fatto nascere il sospetto che le pensioni potessero essere ricondotte alla categoria dei redditi soggetti all’imposta ordinaria del 15%, la stessa prevista per le attività economiche. A rendere più teso il clima ha contribuito la difficoltà di ottenere chiarimenti univoci: diversi italiani si sono rivolti ai centri di assistenza fiscale e agli uffici dell’amministrazione tributaria locale, ricevendo risposte considerate vaghe o non definitive.

Un gruppo di pensionati ha quindi deciso di scrivere direttamente al primo ministro Edi Rama per chiedere una presa di posizione ufficiale. Del caso si sono occupati anche organi di informazione rivolti alla comunità italiana all’estero, come la testata Albanitaly, diretta da Giuseppe Mazzei, e alcuni esponenti politici italiani, sollecitati dalle segnalazioni dei residenti.

L’eventuale introduzione di un’imposta avrebbe avuto conseguenze significative. L’assegno medio percepito dagli italiani in Albania è stimato attorno ai 3.500 euro mensili, anche se le situazioni personali sono molto diversificate. Per chi dispone di trattamenti più contenuti, una trattenuta del 15% avrebbe inciso in modo sensibile sul bilancio familiare. Non a caso, nei momenti di maggiore apprensione, qualcuno aveva iniziato a valutare il trasferimento verso altri Paesi dell’Europa centro-orientale considerati fiscalmente competitivi.

La presenza dei pensionati italiani ha anche un peso economico per l’Albania: ogni anno arrivano dall’Italia oltre 136 milioni di euro in pensioni (calcolando le tredici mensilità), somme che vengono in larga parte spese sul territorio tra affitti e acquisti immobiliari, consumi nei negozi e nei ristoranti, servizi e beni durevoli. Un eventuale esodo avrebbe quindi avuto riflessi non trascurabili sull’economia locale.

A riportare serenità è stata, infine, la dichiarazione ufficiale dell’esecutivo di Tirana. Jonida Shehu, consigliera del premier Rama per i rapporti con i media, intervistata dal collega Aldo Fontanarosa de La Repubblica, ha escluso l’introduzione di nuove imposte, precisando che non è prevista alcuna tassazione aggiuntiva né per i pensionati italiani né per quelli albanesi.

Alla luce di questa presa di posizione, l’attuale regime di esenzione resta confermato. Dopo settimane di timori e interpretazioni contrastanti della norma, la comunità italiana in Albania può dunque considerare superato l’allarme fiscale che aveva messo in discussione uno dei principali motivi del trasferimento nel Paese.

Cristina Calzecchi Onesti

Cristina Calzecchi Onesti

Giornalista ed esperta di comunicazione aziendale. Dopo esperienze in tutta la comunicazione, dagli uffici stampa alle Relazioni esterne, ai Rapporti istituzionali, per quasi dieci è stata assistente parlamentare, portavoce e spin doctor alla Camera e al Senato. Da sempre si occupa di politica, sociale, diritti civili e ambiente.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Occupazione record, soprattutto delle donne”. Punzecchiature per Renzi, Conte e sindacati

Inutile nasconderlo. Quello di ieri da parte del Presidente del…

“Contratti di espansione” flessibilità e assegno al 90%

Le vie della previdenza iniziano a delinearsi al di là…