Il governo francese ha deciso di inviare una lettera a tutti i cittadini che compiono 29 anni per spronarli a riflettere sulla genitorialità e la fertilità, inserendo il messaggio all’interno di un più ampio piano nazionale per contrastare il calo demografico nel Paese.
La comunicazione, che raggiungerà centinaia di migliaia di giovani adulti, non si limita a un semplice invito: spiega in termini “scientifici e bilanciati” come la fertilità cambi con l’età, sottolinea che anche gli uomini hanno un “orologio biologico” e ricorda alle donne che in Francia la conservazione elettiva degli ovociti è coperta dal sistema sanitario pubblico tra i 29 e i 37 anni.
Contrastrare l’inversione demografica
Questa iniziativa fa parte di un piano in 16 punti che include anche l’espansione dei centri di conservazione degli ovociti e misure per affrontare l’infertilità, che secondo alcuni dati riguarda circa uno su otto coppie nel Paese.
Per la prima volta dal secondo dopoguerra, inoltre, il saldo naturale ha registrato un’inversione, con un numero di decessi superiore a quello delle nascite. Un passaggio simbolico per un Paese che a lungo è stato considerato uno dei più dinamici in Europa sul fronte della natalità e delle politiche familiari.
Il presidente Emmanuel Macron ha più volte parlato della necessità di un “riarmo demografico”, indicando la questione come prioritaria per la sostenibilità economica e sociale del Paese. L’invecchiamento della popolazione e la contrazione delle nuove generazioni pongono infatti interrogativi sul futuro del sistema pensionistico, del mercato del lavoro e dei servizi pubblici.
Tra consenso e critiche
Le reazioni in Francia sono state articolate. Da un lato, alcuni osservatori hanno accolto positivamente l’idea di fornire ai giovani informazioni chiare e aggiornate sulla fertilità, sostenendo che molte scelte vengano rimandate senza piena consapevolezza dei limiti biologici. Dall’altro, non sono mancate critiche che definiscono la lettera un intervento simbolico o paternalistico, incapace di incidere sulle cause strutturali che portano molti trentenni a posticipare la genitorialità: precarietà lavorativa, costo della vita, difficoltà abitative e incertezza economica.
Resta così aperta una domanda che attraversa il dibattito pubblico francese: può un richiamo informativo cambiare una decisione profondamente personale, o il nodo della natalità richiede soprattutto politiche economiche e sociali più incisive? La lettera ai 29enni, al di là del suo impatto concreto, segna comunque un passaggio politico significativo, riportando la questione demografica al centro dell’agenda nazionale.



