“Il cambio di paradigma” con Assegno di inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro “ha consentito di superare la logica dell’assistenza passiva”, afferma Calderone, ricordando che da gennaio 2024 a fine 2025 le misure hanno incluso 935.675 nuclei familiari (2,2 milioni di persone) e 228.307 persone, con aggiustamenti mirati su platea, continuità e importi. Dalle analisi INPS, aggiunge, “circa il 43%” dei percettori Rdc non ha più fatto domanda; del 57% restante, la quota di beneficiari ADI/SFL con attività lavorative è “attorno al 49%”, mentre crescono le esperienze lavorative tra i percettori Sfl, per l’86% ex redditisti, “dai 42mila del 2022 ai 52mila del 2024”.
Sempre sul fronte delle politiche attive, il ministro indica tra le “scommesse” l’autoimpiego: l’obiettivo è formare 10mila persone under 35 con un’idea di impresa o attività professionale; chi completa 100 ore avrà fino a 10 punti di premialità nelle domande delle agevolazioni del decreto Coesione gestite da Invitalia. In questi giorni l’Ente Nazionale per il Microcredito raccoglie le adesioni dei formatori e, “a inizio marzo”, potranno partire le prime classi; la formazione è finanziata dal GOL del PNRR. “In poco più di tre mesi” sono circa 5.000 le procedure avviate, con il 30% di domande già presentate.
Infine, sul tema salariale, Calderone richiama la contrattazione e le misure introdotte: cedolare all’1% su premi di produttività e distribuzione degli utili, tetto innalzato a 5.000 euro, e imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi contrattuali per includere i lavoratori con redditi fino a 33mila euro. “Ora è necessario monitorare l’impatto” degli interventi e della legge sulla partecipazione, conclude, perché “la sfida salariale si vince costruendo un ecosistema di misure che valorizzi il lavoro e la produttività”.



