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Christine Lagarde , Presidente della Banca Centrale Europea

Lagarde: “Euro stabile, ora la svolta digitale per l’autonomia europea”

Inflazione in calo e crescita moderata rafforzano la linea prudente della Bce. Da Strasburgo l’appello su regole più semplici, mercati dei capitali integrati e nuova moneta elettronica a tutela di privacy e sovranità
martedì, 10 Febbraio 2026
2 minuti di lettura

Dall’orientamento della politica monetaria alla capacità di tenuta dell’area euro, fino al percorso verso l’introduzione dell’euro digitale. Sono questi i principali argomenti affrontati ieri dalla Presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde in occasione della plenaria del Parlamento europeo. E qui ha ribadito, con assoluta certezza e anche con un certo ardore il ruolo dell’istituto di Francoforte come pilastro di stabilità per l’economia europea. In apertura Lagarde ha ringraziato gli eurodeputati per il sostegno espresso attraverso la risoluzione sul Rapporto annuale della Bce e ha sottolineato come tale posizione confermi l’importanza dell’autonomia della Banca centrale nel garantire la stabilità dei prezzi. Ha inoltre evidenziato che, in un contesto internazionale in cui l’indipendenza delle banche centrali viene messa in discussione in diverse aree del mondo, un appoggio così esplicito rappresenta un segnale particolarmente significativo. Allo stesso tempo, ha chiarito che autonomia non significa distanza dal controllo democratico: la Bce resta infatti soggetta alla vigilanza delle istituzioni e la sua indipendenza si accompagna alla responsabilità nei confronti del Parlamento europeo.

Trasformazione digitale

E davanti al Parlamento europeo di Strasburgo Lagarde ha spiegato che l’euro consolida la propria tenuta e si prepara a una trasformazione digitale per rafforzare la sovranità economica europea in uno scenario globale sempre più frammentato e ha rivendicato i risultati della politica monetaria dopo gli shock degli ultimi anni: l’inflazione è scesa all’1,7% e le previsioni indicano una media dell’1,9% nel 2026, vicino all’obiettivo del 2%. Un miglioramento accompagnato da una crescita dell’area euro dell’1,5% nel 2025 e dall’ingresso della Bulgaria come ventunesimo membro dell’unione monetaria. Ma nonostante i segnali positivi Lagarde ha avvertito che la stabilità dei prezzi rappresenta solo la base su cui costruire una resilienza duratura, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, catene di approvvigionamento instabili e nuove dinamiche del commercio internazionale. In questa fase, la Bce mantiene un approccio prudente, con decisioni sui tassi guidate dai dati e valutate riunione per riunione. Centrale anche la difesa dell’indipendenza dell’istituto: autonomia necessaria per adempiere al mandato, ma inseparabile dalla responsabilità democratica verso il Parlamento europeo e i cittadini.

Il cuore della strategia futura è l’euro digitale, pensato per affiancare, e non sostituire, il contante, che resterà disponibile e accessibile. La nuova moneta elettronica dovrà garantire privacy, pagamenti anche offline e minori costi per imprese e commercianti, riducendo al contempo la dipendenza europea da sistemi di pagamento extra-Ue. La Bce assicura che, per progettazione, non avrà accesso ai dati personali degli utenti. Parallelamente, Francoforte lavora alla modernizzazione delle infrastrutture finanziarie con progetti di moneta tokenizzata per le transazioni all’ingrosso basati su tecnologia DLT, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione dei mercati e sostenere la competitività del sistema finanziario europeo di fronte alle innovazioni digitali e alle cripto-attività.

Semplificazioni

Accanto alla trasformazione tecnologica Lagarde ha indicato come prioritaria una drastica semplificazione del quadro normativo e di vigilanza, per rendere il sistema finanziario più efficiente senza comprometterne la solidità. Un appello è stato rivolto anche ai legislatori europei affinché accelerino sull’Unione dei mercati dei capitali e dei risparmi, indispensabile per convogliare le risorse verso investimenti produttivi, transizione verde e innovazione. In questa prospettiva si inserisce la proposta di un “28° regime” normativo per le imprese transfrontaliere, strumento volto a rafforzare il Mercato unico, promuovere ricerca e sviluppo e mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento strategiche. Nel passaggio conclusivo la Presidente della Bce ha richiamato il valore del dialogo istituzionale come garanzia di coesione democratica e stabilità. Solo attraverso un confronto continuo tra banca centrale, Parlamento e cittadini, ha sottolineato, l’Europa potrà affrontare le incertezze dei prossimi anni restando fedele alla propria missione di stabilità, crescita e autonomia strategica. In questo percorso, l’evoluzione dell’euro, da àncora di sicurezza monetaria a infrastruttura digitale sovrana) diventa il simbolo della capacità europea di adattarsi senza perdere la propria identità.

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