Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che gli Usa hanno invitato per la prima volta le delegazioni negoziali russa e ucraina a un incontro che potrebbe svolgersi tra circa una settimana, probabilmente a Miami. Secondo il numero di Kiev l’obiettivo statunitense è quello di chiudere la guerra entro l’inizio dell’estate. Ma Zelensky su una cosa è stato chiaro: l’Ucraina non sosterrà accordi che la riguardano senza una partecipazione diretta, con particolare riferimento ai nodi territoriali.
Intanto la pressione russa, dal punto di vista della guerra, resta elevata. Nella notte sono stati lanciati più di 400 droni e circa 40 missili di vario tipo, con obiettivi principali la rete energetica, gli impianti di generazione e le sottostazioni di distribuzione.
Tanti danni
Danni sono stati segnalati nelle regioni di Volinia, Ivano-Frankivsk, Leopoli e Rivne, dove è stato colpito anche un edificio residenziale. A Ladyzhyn, nella regione di Vinnytsia, i droni hanno centrato l’edificio amministrativo di un istituto agrario. Attacchi sono stati registrati anche nelle regioni di Kiev e Kharkiv, mentre in alcune aree sono ancora in corso operazioni di difesa aerea. “Ogni giorno la Russia potrebbe scegliere la vera diplomazia, ma sceglie nuovi attacchi”, ha scritto Zelensky su X che ha colto l’occasione per chiedere ai partner internazionali di rafforzare la fornitura di sistemi di difesa aerea come Patriot e Nasams per impedire a Mosca di usare il freddo come leva contro l’Ucraina. Nelle stesse ore un ulteriore attacco su larga scala ha colpito le infrastrutture energetiche del Paese. L’operatore della rete elettrica statale Ukrenergo ha comunicato l’introduzione di interruzioni di corrente di emergenza nella maggior parte delle regioni, mentre i lavori di ripristino potranno iniziare solo quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno. I programmi ordinari di blackout programmati restano sospesi e le restrizioni saranno revocate soltanto dopo la stabilizzazione del sistema elettrico nazionale.



