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Sicurezza, Meloni rafforza le strade: 12mila carabinieri ausiliari e più assunzioni

Il Governo accelera sulle nuove norme. Nordio: “Violenza incompatibile con il silenzio dello Stato”. La maggioranza difende il fermo preventivo, opposizioni critiche
sabato, 7 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

Non c’è dubbio che i violenti scontri di una settimana fa nel centro di Torino hanno portato il tema della sicurezza al centro dei dibattiti degli ultimi sette giorni. E dopo l’ok di giovedì del Consiglio dei ministri al decreto (il provvedimento introduce per esempio strumenti di prevenzione, velocizza le procedure di reclutamento e amplia la capacità operativa delle forze dell’ordine sul territorio) ieri Giorgia Meloni ha annunciato l’arrivo di circa 12mila carabinieri ausiliari per rafforzare il presidio sulle strade e un percorso più rapido per l’assunzione di nuovi agenti, interventi inseriti nel più ampio quadro di quanto approvato appunto dal Cdm. E nell’ambito del potenziamento dell’operazione ‘Strade sicure’ i carri leggeri dell’esercito Puma sono stati schierati anche presso la stazione di Rogoredo a Milano dove il Presidente del Consiglio ha incontrato i militari impegnati nei controlli. È stato lo stesso Premier a postare sui propri social un video della sua visita per ribadire anche la volontà di rafforzare la presenza dello Stato nei luoghi considerati più esposti a fenomeni di illegalità.

Nessuna limitazione alla libertà di manifestazione

Sempre ieri il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è tornato su quanto accaduto al Consiglio dei ministri e ha collegato l’accelerazione normativa agli episodi di violenza registrati nel capoluogo piemontese perché, ha spiegato, fatti di tale gravità rendono necessario un intervento statale e che il silenzio delle istituzioni sarebbe stato incompatibile con la tutela dell’incolumità pubblica. Nordio ha sottolineato come il bilanciamento tra garanzie individuali e sicurezza collettiva resti centrale nell’impostazione del decreto e ha tenuto a precisare che molte norme hanno una funzione preventiva e dissuasiva più che repressiva e non mirano a limitare la libertà di manifestazione del pensiero.

Chiaramente dal fronte della maggioranza sempre ieri la maggioranza di Governo ha fatto quadrato intorno al decreto sicurezza e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela dell’ordine pubblico. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha difeso l’introduzione del fermo preventivo perché ritenuto uno strumento doveroso di fronte a tensioni che, a suo giudizio, mirerebbero a destabilizzare le regole democratiche e a colpire le forze di polizia. Il Vicepremier Matteo Salvini ha richiamato l’attenzione anche sulle sanzioni economiche previste per i genitori di minori coinvolti in atti violenti, misura pensata per rafforzare la responsabilità familiare nei confronti di comportamenti devianti. Forza Italia, attraverso la Vicesegretaria Deborah Bergamini, sostiene che la sicurezza rappresenti una condizione necessaria per l’effettivo esercizio della libertà individuale. Fratelli d’Italia, con la Deputata Imma Vietri, evidenzia il rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto alla criminalità, le maggiori tutele operative per gli agenti e le misure contro il porto di armi improprie, le rapine agli sportelli automatici e i reati commessi nelle cosiddette zone rosse, oltre alla possibilità di confisca di beni e veicoli utilizzati per delinquere.

Misure repressive

Di segno opposto il parere delle opposizioni che contestano invece l’impostazione complessiva del decreto e la sua efficacia. Il numero uno del Movimento 5 Stelle Stelle Giuseppe Conte accusa l’esecutivo di comprimere gli spazi del dissenso pubblico e definisce il fermo preventivo una misura repressiva e ha anche aggiunto che le risorse stanziate risultato insufficienti rispetto alle priorità sociali, come lavoro, salari e sostegno alle fasce più fragili. Critiche arrivano anche da Davide Faraone, Vicepresidente di Italia Viva, che parla di proliferazione di decreti sicurezza senza miglioramenti concreti nella tutela dei cittadini. In più ha denunciato la carenza di organici nelle forze dell’ordine e il rischio di un ulteriore aggravio per il sistema giudiziario.

Il decreto sicurezza ha invece il placet del sindacato di polizia SAP che infatti esprime una valutazione positiva del provvedimento, in particolare per la norma che esclude l’avviso di garanzia automatico per gli operatori coinvolti in interventi coperti da cause di giustificazione, prevedendo verifiche entro 120 giorni. Per il sindacato le nuove disposizioni forniscono strumenti utili per affrontare violenze di piazza, fenomeni legati alle baby gang e irregolarità migratorie, rafforzando al tempo stesso la tutela degli agenti nello svolgimento del servizio.

La paura degli italiani

Curiosità. Un sondaggio dell’istituto Izi indica che il 75% degli italiani percepisce un nuovo allarme legato alle violenze durante le manifestazioni e che oltre la metà ritiene necessarie misure urgenti in materia di ordine pubblico. Parallelamente, il 67% giudica non adeguata la risposta del Governo agli episodi di violenza, mentre una larga maggioranza considera insufficiente l’azione della Sinistra nel contrasto ai gruppi violenti.

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