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Sicurezza, il Cdm vara il decreto: stop ai violenti nei cortei e stretta sui minori armati

Il pm potrà revocare la misura preventiva di 12 ore e si allargano le ‘zone rosse’. Meloni: “Lo Stato difende chi ci difende”. Piantedosi: “Proficua collaborazione con il Quirinale”
venerdì, 6 Febbraio 2026
3 minuti di lettura

È stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri il tanto atteso decreto-legge sulla sicurezza di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni, in particolare dopo i violenti scontri di sabato scorso a Torino per il corteo organizzato dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il provvedimento, che contiene correttivi e garanzie condivisi con il Quirinale (il Ministro Piantedosi ha parlato di “proficua collaborazione”), introduce nuove misure di prevenzione, rafforza gli strumenti contro la violenza urbana e interviene su alcune procedure penali legate alla legittima difesa e all’ordine pubblico. Entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dovrà poi essere convertito dal Parlamento.

Le misure più importanti

Entrando nei dettagli, tra i punti centrali compare il fermo preventivo fino a dodici ore disposto dalla polizia in presenza di specifici precedenti o motivazioni, con la possibilità per il pubblico ministero di revocarlo. Sul fronte delle manifestazioni pubbliche il giudice potrà vietare la partecipazione a soggetti condannati per terrorismo, devastazione o saccheggio. Viene inoltre ampliato il divieto di accesso alle cosiddette ‘zone rosse’, esteso anche a persone denunciate o condannate, pure con sentenza non definitiva, per lesioni a pubblico ufficiale o danneggiamenti avvenuti durante cortei, con modalità compatibili con esigenze di lavoro, salute, studio e mobilità.

Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno
Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno

Il decreto interviene anche sulla violenza urbana, con particolare attenzione ai minori. Sono rafforzati i divieti di uso e porto di coltelli o strumenti atti a offendere, accompagnati da sanzioni amministrative e da responsabilità per i genitori di minorenni coinvolti. Per la fascia tra i dodici e i quattordici anni viene ampliato il catalogo dei reati che consentono l’ammonimento del questore. Il possesso di armi improprie assume inoltre rilievo sul piano dell’immigrazione, potendo incidere su espulsioni, respingimenti e divieti di ingresso o soggiorno.

Carlo Nordio, Ministro della Giustizia
Carlo Nordio, Ministro della Giustizia

Sul piano penale diventa procedibile d’ufficio il furto con destrezza. In materia di legittima difesa viene previsto un registro separato per i fatti commessi in presenza di una causa di giustificazione: la persona non viene iscritta automaticamente nel registro degli indagati, pur mantenendo la possibilità di partecipare alle indagini e restando ferma la responsabilità in presenza di dolo o colpa grave.

“Lo Stato difende chi ci difende”

Al termine del Cdm si sono fermati in sala stampa il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il Ministro della Giustizia: il primo ha parlato di misure dotate di “tutte le garanzie possibili” e ha voluto chiarire che l’introduzione del fermo di prevenzione era allo studio da tempo, il secondo ha escluso l’esistenza di uno scudo penale per poi aggiungere che la nuova disciplina mira a evitare effetti di condanna anticipata senza eliminare le responsabilità.

La conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri
La conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa sui propri social dove ha definito il decreto un ulteriore tassello della strategia del Governo per rafforzare prevenzione, sicurezza urbana e contrasto alla criminalità diffusa e alle baby gang: “Lo Stato difende chi ci difende e punta a restituire sicurezza e libertà ai cittadini. Nessuna misura spot”, ha scritto.

“Risposta efficace ed equilibrata”

Dalla maggioranza sono arrivati commenti favorevoli. Il Deputato della Lega Fabrizio Cecchetti ha parlato di “più strumenti alle forze dell’ordine e misure più severe contro chi mette a rischio l’ordine pubblico”. Per Elisabetta Gardini, Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, il decreto chiarisce che non esiste alcuna immunità per le forze dell’ordine e punta a prevenire la partecipazione alle manifestazioni di soggetti con precedenti violenti. Il Presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi ha definito il provvedimento “una risposta efficace ed equilibrata” alla domanda di sicurezza dei cittadini. Sulla stessa linea la Senatrice Mariastella Gelmini, che ha parlato di “risposta decisa dello Stato” agli episodi di violenza recente, mentre il Presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ha indicato l’obiettivo di “stroncare la violenza e tutelare chi garantisce l’ordine pubblico”.

Sempre nel Centrodestra il Presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan ha sottolineato l’azione preventiva contro comportamenti violenti nelle manifestazioni, e il Capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha parlato di norme volte a impedire nuove devastazioni e a tutelare chi agisce per legittima difesa. La Vicecapogruppo Augusta Montaruli ha evidenziato la volontà di garantire sicurezza ai cittadini e sostegno alle forze dell’ordine.

Critiche sono arrivate dall’opposizione. Il Segretario di +Europa Riccardo Magi ha parlato di misure che rischiano di incidere sulle garanzie costituzionali e di ampliare i poteri dell’autorità di pubblica sicurezza nella limitazione della libertà personale, definendo il decreto un segnale di svolta repressiva.

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