Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso una condanna ferma e unanime dopo gli ultimi attacchi compiuti da gruppi militanti in Pakistan, che nelle ultime settimane hanno provocato decine di vittime tra civili e forze di sicurezza. In una dichiarazione diffusa a New York, i quindici membri del Consiglio hanno definito gli attentati “atti di terrorismo inaccettabili”, chiedendo che i responsabili siano identificati e assicurati alla giustizia senza ritardi. Gli attacchi, avvenuti in diverse province del Paese, hanno colpito soprattutto aree di confine e postazioni militari, confermando una recrudescenza della violenza che Islamabad attribuisce a gruppi armati attivi lungo la frontiera con l’Afghanistan. Le autorità pakistane hanno rafforzato le operazioni di sicurezza e intensificato il coordinamento con Kabul, ma la situazione resta instabile: secondo fonti locali, alcune cellule militanti avrebbero approfittato del vuoto di controllo in regioni montuose difficili da monitorare. Nella sua nota, il Consiglio di sicurezza ha ribadito il diritto del Pakistan a difendere la propria popolazione e ha invitato tutti gli Stati a cooperare per impedire il finanziamento e il sostegno logistico ai gruppi responsabili degli attacchi. I membri hanno inoltre ricordato che il terrorismo “in tutte le sue forme e manifestazioni” rappresenta una delle minacce più gravi alla pace internazionale, sottolineando la necessità di affrontare anche le cause profonde dell’instabilità nella regione. Il governo pakistano ha accolto con favore la presa di posizione dell’ONU, definendola un segnale importante di solidarietà internazionale. Tuttavia, analisti e osservatori avvertono che la sola condanna non basterà a invertire una tendenza che negli ultimi mesi ha visto un aumento significativo degli attacchi, spesso rivendicati da gruppi che sfruttano tensioni etniche, fragilità economiche e confini porosi.



