Un documento interno trapelato dal Ministero della Difesa vietnamita ha riportato l’attenzione internazionale su Hanoi, suggerendo che l’esercito del Paese stia valutando l’eventualità — considerata remota ma non impossibile — di un conflitto con gli Stati Uniti. Il testo, circolato tra alti ufficiali e analizzato da esperti di sicurezza asiatici, descrive una serie di scenari strategici in cui il Vietnam dovrebbe “preservare la sovranità nazionale contro potenziali interventi militari di potenze esterne”, con espliciti riferimenti alle capacità statunitensi nel Pacifico. Secondo le fonti che hanno visionato il documento, non si tratterebbe di un piano operativo imminente, ma di un esercizio di pianificazione strategica volto a valutare la resilienza del Paese in un contesto regionale sempre più instabile. La crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina, la militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e il ruolo del Vietnam come attore chiave dell’ASEAN avrebbero spinto Hanoi a considerare anche scenari estremi, inclusa la possibilità di pressioni militari da parte di Washington. Gli analisti sottolineano che il Vietnam mantiene una politica estera di equilibrio, cercando di non schierarsi apertamente né con Pechino né con Washington. Negli ultimi anni, tuttavia, il rafforzamento dei legami militari con gli Stati Uniti — dalle visite di alto livello alla cooperazione navale — ha irritato la Cina, che continua a rivendicare vaste aree marittime contestate. In questo quadro, il documento potrebbe riflettere la volontà vietnamita di prepararsi a qualsiasi eventualità, evitando di dipendere da un unico partner strategico. Il governo di Hanoi non ha commentato la fuga di notizie, limitandosi a ribadire il principio di “difesa autodiretta” che guida la dottrina militare nazionale.



