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L’ascesi sull’asfalto: il silenzio che interroga l’America

Dalla polvere del Texas ai marmi di Washington D.C.: diciannove monaci e un cane attraversano dieci Stati americani per portare la pace nel cuore del potere. Partita il 26 ottobre 2025, la "Walk for Peace" non cerca solo consapevolezza, ma riconoscimento
lunedì, 2 Febbraio 2026
1 minuto di lettura

Mentre l’America si interroga sulle proprie fratture, una macchia arancione avanza lungo le arterie d’asfalto che collegano il Sud alla capitale. E’ la “Walk for Peace 2025“, che non ha megafoni e non urla slogan, è un’operazione di chirurgia spirituale, un viaggio iniziato il 26 ottobre 2025 dal Tempio Huong Dao di Fort Worth, in Texas, con l’obiettivo di coprire oltre 3.700 chilometri a piedi attraverso dieci Stati, dalla Louisiana alla Virginia. Arrivando a Washington nel cuore dell’inverno, la marcia di Huong Dao non cercherà il potere temporale, ma testimonierà che un altro modo di abitare lo spazio pubblico è possibile con il passo lento di chi non ha nulla da vendere, ma una pace antica da ricordare.

La disciplina del “nobile silenzio”

L’arrivo a Washington D.C. è previsto per la fine di febbraio 2026, dopo circa 120 giorni di cammino. A guidare questa delegazione di diciannove monaci di tradizione vietnamita è il Venerabile Bhikkhu Pannakara, un ex ingegnere della Motorola che ha applicato la precisione dei circuiti alla disciplina del corpo. Il gruppo segue una regola ascetica estrema di un solo pasto al giorno, accampamenti di fortuna e il voto del “nobile silenzio”. Non è una fuga dal mondo, ma una pressione gentile sul cuore della nazione.

Il trauma e la persistenza

La marcia è stata messa alla prova quasi subito da un grave incidente stradale in Texas, costato l’amputazione della gamba di uno dei monaci. In un contesto dominato dalla cultura del risarcimento, la decisione di proseguire sposta il discorso sul piano della fede: la pace non è l’assenza di ostacoli, ma la capacità di non farsi deviare dal dolore. Come scrivono i monaci nel loro blog, l’impresa non “crea” la pace, ma agisce come un seme. L’idea è quella di un effetto domino un passo consapevole che spinge chi lo osserva a parlare con più dolcezza a un figlio o ad ascoltare con più pazienza un partner.

Aloka la bussola della compassione

In questo scenario di privazione la figura di Aloka, un cane indiano con una macchia a forma di cuore sulla fronte, è diventata il simbolo spontaneo del cammino. Salvato da Pannakara nel 2022, Aloka ha affrontato un complesso intervento chirurgico a gennaio per una lesione alla zampa, riunendosi al gruppo in una festa di solidarietà che ha conquistato migliaia di sostenitori online. Aloka è il mediatore tra l’ascesi severa dei monaci e la sensibilità del pubblico americano, la prova vivente che la compassione non è un concetto astratto, ma un’estensione del respiro a ogni essere vivente.

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