È in arrivo una nuova, significativa edizione del Premio culturale internazionale “In Caritate Servire”, un appuntamento che da vent’anni racconta e celebra il volto più autentico della solidarietà, dell’impegno civile e della responsabilità morale verso gli ultimi della Terra.
Il Premio, promosso dall’Associazione Internazionale Onlus di volontariato missionario “E tiporto in Africa”, guidata dal prof. dott. Vincenzo Mallamaci, si arricchisce quest’anno della compartecipazione del Parlamento della Legalità Internazionale, presieduto dal prof. Nicolò Mannino. Una sinergia che non nasce oggi, ma affonda le radici in una collaborazione profonda, costante e operativa, costruita negli anni sul terreno comune della dignità umana, della giustizia sociale e della cultura del bene.
“Istituito vent’anni fa – spiegano i promotori – il Premio In Caritate Servire nasce per riconoscere e valorizzare donne e uomini che, a livello internazionale, scelgono di spendere la propria vita a favore dei poveri, degli abbandonati, degli invisibili”. Nel tempo, il riconoscimento è stato conferito a personalità di altissimo profilo morale, culturale e spirituale, tra cui Papa Francesco, fratel Biagio Conte e Nicolò Mannino stesso.
L’edizione 2026 assume un valore simbolico ancora più forte: il Premio sarà assegnato il 13 aprile, nella prestigiosa Sala “Laudato Si’” del Campidoglio di Roma, in occasione dei festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario del cammino culturale del Parlamento della Legalità Internazionale. Un anniversario che segna un quarto di secolo di impegno educativo, istituzionale e sociale nella promozione della legalità come stile di vita, e non come semplice osservanza di regole.
Quest’anno, in particolare, il Premio sarà conferito sia a giovani sia a personalità che, nella quotidianità, testimoniano il valore del servizio gratuito, attraverso gesti concreti di amore, dedizione e responsabilità verso il prossimo. Una scelta che riflette pienamente i punti di contatto tra “E tiporto in Africa” e il Parlamento della Legalità Internazionale: entrambi credono in una legalità che nasce dal cuore, in una solidarietà che diventa azione, in una cultura che si traduce in opere.
«La carità non è assistenzialismo, ma restituzione di dignità – afferma il prof. dott. Vincenzo Mallamaci –. Con l’associazione portiamo avanti da anni un volontariato missionario che mette al centro la persona, soprattutto laddove povertà e abbandono sembrano cancellare ogni speranza. Il Premio “In Caritate Servire” vuole essere un segno concreto di gratitudine verso chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte».
Sulla stessa linea il presidente del Parlamento della Legalità Internazionale, prof. Nicolò Mannino: «Legalità e carità non sono mondi separati. Senza amore per l’uomo, la legalità diventa sterile; senza giustizia, la carità rischia di essere fragile. Il nostro cammino culturale nasce proprio dall’idea che educare alla legalità significhi educare al rispetto, alla cura e alla responsabilità verso l’altro».
Tra le collaborazioni più significative tra le due realtà, va ricordata la realizzazione di un pozzo d’acqua in Africa, simbolo concreto di una solidarietà che salva la vita. Un progetto reso possibile anche grazie alle rendite della vendita del libro “Gioia mia, perché di cuore si tratta” di Nicolò Mannino, un’opera intensa e profondamente umana, dedicata alla figura materna, che ha trasformato la memoria affettiva in un gesto di speranza per intere comunità africane.
Il Premio “In Caritate Servire” non è dunque solo un riconoscimento, ma un messaggio forte: è possibile costruire ponti tra istituzioni e volontariato, tra cultura e azione, tra legalità e misericordia. Il 13 aprile, al Campidoglio, Roma diventerà ancora una volta il luogo simbolico di questo incontro virtuoso, dove il bene comune prende voce, volto e futuro.
Di Leonardo Lamberto Scaglione



