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Separazione delle carriere, Nordio rilancia. Le toghe: “Non risolve i problemi”

sabato, 31 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Alla presenza tra gli altri del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Presidente del Senato Ignazio La Russa e del Sindaco di Milano Giuseppe Sala si è svolta oggi all’interno dell’aula magna del Tribunale di Milano l’inaugurazione dell’anno giudiziario. E anche in questa occasione le divergenze tra Governo e Magistratura sono state confermate per quel che riguarda il referendum del 22-23 marzo sulla riforma della giustizia, incentrata sulla separazione delle carriere e sul nuovo assetto del Consiglio superiore della magistratura. Così come fatto ieri Nordio ha ricordato che la riforma “non è contro né a favore di qualcuno” e non ha finalità politiche. E ha confermato che qualunque sia l’esito del referendum l’esecutivo rispetterà il voto del popolo. Ma in caso di vittoria dei ‘’ avvierà immediatamente un confronto con Magistratura, Avvocatura e mondo accademico sulle norme attuative. Inoltre ha ribadito che la riforma miri a sottoporre la magistratura al potere esecutivo: “Un discorso blasfemo e irriverente attribuire al Parlamento intenzioni mai espresse”, ha tuonato. Il Guardasigilli ha poi riconosciuto che la riforma non incide direttamente su efficienza e durata dei processi, né può garantire di eliminare la cosiddetta malagiustizia.

Le critiche

Assolutamente critiche le parole del Presidente dell’Anm Cesare Parodi che ha parlato di una scopertura degli organici vicina al 15%. E dunque parlare di riforme di prima affrontare le carenze di magistrati, cancellieri e personale amministrativo significa ignorare le reali cause delle difficoltà della giustizia. Ha preso poi la parola il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Antonino La Lumia secondo il quale ci deve essere un confronto tra Governo e Magistratura, ma facendo presente nello stesso tempo che separazione delle carriere e riforma degli organi di autogoverno sono scelte che incidono sulla struttura della giurisdizione. Per l’Avvocatura, ha spiegato, restano irrinunciabili l’indipendenza della magistratura e la garanzia di un giudice realmente terzo.
Molto più duro il discorso del Presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei secondo il quale la riforma non avrà effetti sui tempi della giustizia, che a livello nazionale restano “insopportabilmente lunghi”. Anche lui ha parlato delle gravi carenze di organico nel distretto di Milano, che sfiorano il 40%, e la mancanza di adeguati strumenti informatici. Ha poi definivo “inaccettabile” sostenere che i giudici non siano terzi o imparziali e ha aggiunto che fino a oggi nessun organismo internazionale ha mai rilevato simili criticità. Ondei ha anche parlato dell’aumento dei femminicidi nel distretto, del peggioramento del sovraffollamento carcerario e i nove suicidi registrati in carcere nell’ultimo anno.

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