Il clima politico in Uganda torna a infiammarsi dopo le accuse lanciate dal leader dell’opposizione, che ha dichiarato che la moglie è stata ricoverata in ospedale in seguito a un presunto soffocamento da parte di soldati intervenuti durante un’operazione di sicurezza nella loro abitazione. L’episodio, avvenuto alla vigilia di una serie di manifestazioni annunciate dal suo partito, ha immediatamente sollevato preoccupazioni sulla crescente pressione esercitata dalle forze governative contro i movimenti critici verso il presidente Yoweri Museveni. Secondo la ricostruzione fornita dall’opposizione, un gruppo di militari avrebbe fatto irruzione nella casa del leader politico con il pretesto di effettuare controlli preventivi. La moglie, che avrebbe tentato di documentare l’operazione con il telefono, sarebbe stata immobilizzata e soffocata per alcuni secondi, prima di perdere conoscenza. Trasportata d’urgenza in ospedale, è ora sotto osservazione, mentre i medici non hanno ancora rilasciato un bollettino ufficiale sulle sue condizioni. Il governo ha respinto le accuse definendole “propaganda politica”, sostenendo che i soldati avrebbero agito nel rispetto delle procedure di sicurezza. Tuttavia, organizzazioni per i diritti umani e osservatori internazionali hanno espresso forte preoccupazione, ricordando che episodi simili sono stati segnalati più volte negli ultimi anni, soprattutto durante periodi di tensione pre-elettorale. La vicenda ha scatenato proteste spontanee in alcune aree della capitale Kampala, dove gruppi di sostenitori dell’opposizione hanno chiesto un’indagine indipendente e la fine delle operazioni militari contro figure politiche non allineate. Le autorità hanno rafforzato la presenza delle forze dell’ordine nelle strade principali, temendo un’escalation.



