Un concetto chiaro quello espresso questa mattina dalla Segretaria del Pd Elly Schlein: “Un grande Paese come il nostro non deve fare parte del board of peace di Trump”. Si tratta, in pratica, di un duro affondo contro le parole di Giorgia Meloni che si è detta “aperta è interessata” all’ipotesi di partecipazione dell’Italia a questo organismo, pur riconoscendo l’esistenza di “limiti posti dalla nostra Costituzione”. Ed è da qui che parte il ragionamento della numero uno dei democratici: “Noi diciamo che per fortuna c’è la Costituzione” come garanzia per il Paese.
Schlein ha precisato che la stessa Carta tutela l’Italia dal prendere parte a strutture internazionali che non operino “in condizioni di parità” e in più ha espresso tante perplessità sulle reali finalità del cosiddetto board of peace: “Ho molti dubbi che voglia lavorare per la pace”, le sue parole che in pratica hanno messo in discussione l’iniziativa voluta da Trump. Per la Segretaria invece l’Italia dovrebbe mantenere una posizione coerente con i principi costituzionali e con una visione della politica internazionale fondata su equilibrio, rispetto reciproco e autentico impegno per la pace.



