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Meloni: “Meno tasse su lavoro e famiglie, conti pubblici in equilibrio”

Il Premier rilancia i dati Cgia: il carico fiscale sui nuclei familiari ridotto di oltre 33 miliardi negli ultimi anni mentre i bilanci dello Stato restano sotto controllo. Slittano intanto il ‘Decreto sicurezza’ e la nomina del nuovo Presidente della Consob
mercoledì, 21 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Ha scelto i propri social per mettere in chiaro che le famiglie italiane pagano meno tasse e che i conti sono in equilibrio da quando c’è il suo Governo. E così Giorgia Meloni, partendo dai dati diffusi sabato dalla Cgia di Mestre, ha voluto dire la sua su cosa sta accadendo sul fronte fiscale: “I numeri sono chiari: negli ultimi anni le famiglie italiane hanno pagato meno tasse, il carico fiscale sui nuclei familiari si è ridotto di oltre 33 miliardi”. Nelle ultime quattro Leggi di Bilancio (quelle varate dall’Esecutivo attuale, in pratica) sono state previste, per il Premier, importanti misure che hanno favorito questo risultato, che vanno dal taglio del cuneo fiscale all’innalzamento della soglia della flat tax per i lavoratori autonomi e “allo stesso tempo, viene anche confermato quanto ho sostenuto io stessa in Parlamento nei mesi scorsi, rispondendo a qualche strumentalizzazione dell’opposizione”. E cioè che la pressione fiscale complessiva, sempre secondo la Cgia, risulta in aumento “non perché vengono colpiti redditi medio-bassi, ma banalmente perché in questi anni è cresciuta l’occupazione, sono aumentati i salari e di conseguenza anche le entrate contributive e fiscali dello Stato”. Inoltre, ha aggiunto il Primo Ministro, una quota maggiore di gettito è stata richiesta a grandi imprese, banche e assicurazioni: “In concreto tutto questo significa meno tasse su lavoro e famiglie, più reddito disponibile in busta paga e maggiore sostegno al potere d’acquisto, mantenendo i conti pubblici in equilibrio”.

Decreto contro la violenza giovanile

La giornata di ieri di Meloni è stata anche contrassegnata da un vertice di maggioranza molto atteso per via della discussione del decreto contro la violenza giovanile, soprattutto alla luce di quanto avvenuto a La Spezia, dove un ragazzo di 18 anni, Abanoub Youssef, è stato ammazzato da un compagno di scuola proprio all’interno del plesso scolastico, con una coltellata. Ma il decreto vedrà la luce non prima della prossima settimana, sicuramente prima della fine del mese. Comunque nel corso dell’incontro “costruttivo e condiviso” si è discusso in pratica di quelle misure che cercheranno di mettere un sono state accolte le misure proposte dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che sfoceranno in un decreto legge e un ddl: in pratica ieri sono state discusse quelle misure che cercheranno di mettere un argine al fenomeno della violenza giovanile, dei famosi ‘maranza’, come fortemente voluto dallo stesso Piantedosi.

La circolare del Ministero dell’Interno

Ed è notizia sempre di ieri che il Ministero dell’Interno ha inviato una circolare a prefetti e questori per sollecitare, “con la massima determinazione”, le espulsioni dei migranti violenti che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica. Si tratta di una circolare esortativa e interpretativa della normativa vigente, che invita le autorità a utilizzare in modo rigoroso gli strumenti già previsti dalla legge. Nel documento si legge che “alcuni recenti episodi di cronaca hanno posto all’attenzione la necessità di perseguire con la massima determinazione l’obiettivo – prioritario per la sicurezza pubblica – del rimpatrio degli stranieri irregolari presenti sul territorio nazionale che si siano evidenziati per comportamenti pericolosi”. Viene inoltre precisato che gli irregolari in attesa di rimpatrio devono rimanere nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), escludendo la possibilità di dimissioni con semplice ordine di allontanamento del questore, per evitare che tale prospettiva possa incentivare condotte violente.

Polemiche a Milano

Inutile negarlo, il tema della sicurezza è tornato al centro anche del dibattito politico a Milano. E ieri durante l’inaugurazione della nuova centrale operativa della Polizia locale il Sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato come la sicurezza sia “una questione che impegna tutti i Paesi del mondo. È vero che il problema c’è a Milano, ma questa città ha avuto per molto tempo lo stigma della città più insicura. I problemi di sicurezza però stanno venendo fuori ovunque”. Sala ha poi denunciato quella che definisce una campagna mediatica distorta contro il capoluogo lombardo: “Ho visto cose obbrobriose in questi giorni, a esempio report falsi sui ricchi di Milano. C’è la volontà di far male a Milano, con un’origine anche politica che trovo inaccettabile”. Alle parole del primo cittadino meneghino ha replicato il Consigliere comunale e Segretario provinciale milanese della Lega Samuele Piscina che ha ricordato l’impegno del Governo sul fronte della sicurezza. Secondo i dati forniti, nel triennio 2023-2024-2025 a Milano sono stati assegnati circa 3.500 nuovi agenti tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza: 2.500 poliziotti, 800 carabinieri e 300 finanzieri. “Solo nella città di Milano si contano oltre 1.000 agenti della Polizia di Stato in più in organico, al netto di pensionamenti e trasferimenti”. A questi si aggiungeranno ulteriori rinforzi in vista delle Olimpiadi, oltre ai militari già impiegati nell’operazione ‘Strade Sicure’. “Davanti a questi numeri è evidente che lo Stato ha fatto e sta facendo la sua parte. Se Milano continua a essere percepita come insicura, la responsabilità non può essere scaricata su Roma”.

Cdm

Da segnalare infine che il Consiglio dei Ministri di ieri, andato in scena a Palazzo Chigi dopo il vertice di maggioranza, ha deciso di rinviare anche la nomina del nuovo Presidente della Consob, il cui mandato scadrà l’8 marzo. Il principale nome sul tavolo sarebbe quello di Federico Freni, attuale Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze ed esponente della Lega.

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