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Coldiretti. Grano duro, nasce la Cun per la trasparenza dei mercati contro le speculazioni

Mobilitazione di oltre 20mila agricoltori e impegno del Governo per fermare il crollo dei prezzi
domenica, 18 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

L’istituzione della Commissione Unica Nazionale (Cun) del grano duro rappresenta una grande vittoria di Coldiretti nella battaglia per la trasparenza del mercato e contro le speculazioni dei trafficanti di cereali. “È il risultato di una mobilitazione senza precedenti che ha portato in piazza oltre ventimila agricoltori in tutta Italia, con l’obiettivo di difendere il reddito delle imprese agricole e la salute dei cittadini consumatori”. Lo sottolinea Coldiretti commentando l’avvio della Cun da parte del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, nell’ambito di una piattaforma di proposte condivise per arginare il crollo dei prezzi del grano. Tra le misure previste anche la pubblicazione dei costi medi di produzione Ismea, distinti tra Sud e Centro-Nord.

Il ruolo della Commissione

La Commissione Unica Nazionale avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e di monitorarne le tendenze di mercato. Uno strumento ritenuto fondamentale per contrastare il fenomeno del crollo periodico delle quotazioni riconosciute agli agricoltori, spesso alimentato artificialmente dagli arrivi di prodotto dall’estero e dalle dinamiche delle borse merci.

L’impegno di 140 mila produttori

Una situazione che mette a rischio la sopravvivenza di quasi 140mila aziende agricole, molte delle quali operano in aree interne prive di alternative produttive e particolarmente esposte al rischio di desertificazione, soprattutto nel Mezzogiorno. In Italia la superficie coltivata a grano duro raggiunge quasi 1,2 milioni di ettari.

Agricoltori contro la speculazione

Secondo i dati Ismea, produrre un quintale di grano duro destinato alla pasta costa in media 31,8 euro al Sud e 30,3 euro al Centro-Nord. Numeri che evidenziano l’impatto delle manovre speculative: negli ultimi quattro anni le quotazioni riconosciute agli agricoltori sono crollate tra il 35% e il 40%. Una dinamica che, come conclude Coldiretti, impedisce ormai di coprire i costi di produzione, mettendo a rischio le future semine e la tenuta economica delle imprese agricole.

Dal Governo 40 milioni

L’obiettivo ora è rafforzare il funzionamento della Cun, contrastando i tentativi di chi vorrebbe ostacolarne l’efficacia, e puntare con decisione sui contratti di filiera, considerati lo strumento più efficace per garantire redditività e prospettive di lungo periodo agli agricoltori. Contratti in grado di tutelare dalle speculazioni attraverso la garanzia di un giusto prezzo e di favorire investimenti in innovazione ambientale, tecnologica e nella gestione dei dati. Proprio sull’onda della mobilitazione promossa da Coldiretti, il Governo ha assunto l’impegno a destinare 40 milioni di euro a sostegno di questo percorso.

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